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25 aprile 2011

Il tema del giorno


World Malaria day — A Day to Act

25 April is a day to commemorate global efforts to control malaria. The theme of the fourth World Malaria Day - Achieving Progress and Impact - heralds the international community's renewed efforts make progress towards zero malaria deaths by 2015.

Malaria stakeholders will continue to report on the remaining challenges to reach the 2010 target of universal coverage of malaria treatment and prevention, as called for by the UN Secretary-General, Ban Ki-moon.

World Malaria Day represents a chance for all of us to make a difference. Whether you are a government, a company, a charity or an individual, you can roll back malaria and help generate broad gains in health and human development.

Reducing the impact of malaria is key to the achievement of the Millennium Development Goals, agreed by every United Nations Member State. These include not only combating the disease itself, but also goals related to women's and children's rights and health, access to education and the reduction of extreme poverty.

Hundreds of RBM partners - governments, international organizations, companies, academic and research institutions, foundations, NGOs and individuals - are already gaining ground against malaria. Diverse partner initiatives are guided by a single strategy, outlined in the Global Malaria Action Plan.

Learn how you can support RBM

The 2011 Achieving Progress and Impact theme invites the malaria community to share progress and impact made to date in order to encourage further action and investment against this disease.

We must identify the barriers that impede the implementation of the Global Malaria Action Plan. These include resource gaps to scale up interventions; produce and deliver nets and treatments; and develop endemic countries' capacity to control malaria. We must also promote new initiatives and solutions and assess their impact by monitoring malaria cases.

Help mark this year by highlighting your progress and count the strides we collectively make towards eventually eliminating malaria. Make the lives of every man, woman and child count

Stop agli OGM per motivi ambientali - UE

Tratto da "AgroNotizie"

Gli Stati membri devono poter addurre motivazioni anche ambientali, quali la resistenza ai pesticidi o la necessità di mantenere una adeguata biodiversità, per limitare o vietare la coltivazione sui propri territori di piante geneticamente modificate pur autorizzate dall'Unione europea.

Questo è quanto prevede l'emendamento approvato dalla Commissione ambiente, salute pubblica e sicurezza alimentare che - con 34 voti a favore, 10 contro e 16 astensioni - ha modificato la proposta della Commissione europea che richiedeva di escludere le motivazioni ambientali e gli impatti socioeconomici dal ventaglio di ragioni adducibili dagli Stati membri per vietare o limitare l'impiego di colture Ogm approvate a livello Ue.

Portato avanti su proposta della relatrice francese Corinne Lepage del gruppo liberaldemocratico, che nel quadro della riforma del sistema di approvazione delle colture transgeniche chiedeva maggiore libertà di scelta per i singoli stati dell’Unione, l'emendamento non riguarda direttamente l'approvazione di sicurezza per le varietà di colture Ogm che continuerà ad essere effettuata a livello comunitario.
Il parere del Comitato per l’ambiente è che sia i rischi di perdita o riduzione di biodiversità, sia lo sviluppo di resistenze e gli impatti socio-economici derivanti dalla contaminazione delle colture convenzionali, siano sufficienti perché stati dell’Ue appongano il divieto di coltivazione a piante gm pur avendo esse superato l’esame del rischio dell’Agenzia per la sicurezza alimentare (Efsa) e della Commissione.

Una decisione questa che non vuole né sminuire il ruolo dell'Efsa né tanto meno esautorare il sistema europeo di approvazione degli Ogm; semplicemente rafforza la possibilità di impiego da parte degli stati membri della 'clausola di salvaguardia' prevista dal regolamento comunitario nella Direttiva 2001/18/CE e già utilizzata da Austria, Francia, Grecia, Ungheria, Germania e Lussemburgo.

"Questo voto” ha commentato Lepage “è un chiaro segnale che il parlamento manda a Consiglio e Commissione: il sistema di autorizzazione dell'Ue deve essere mantenuto, ma deve anche essere riconosciuto che motivazioni di impatto agricolo o ambientale, nonché di carattere socio-economico, devono poter essere citate dagli Stati membri per giustificare un divieto o una limitazione della coltivazione di Ogm".

Per il Consiglio dei ministri e per la Commissione Ue, il voto costituisce un chiaro segnale della volontà del Parlamento di rispettare la volontà dei cittadini europei e concorre a rafforzare la tutela giuridica nelle sfide del Wto contro il possibile bando degli Ogm.
La plenaria del Parlamento europeo, che sarà presieduta dal socialdemocratico tedesco Jo Leinen, dovrà votare le proposte a giugno.

Positiva per Coldiretti la decisione. “Il parere della Commissione ambiente del Parlamento europeo” afferma l'associazione, "risponde alla necessità di tutelare il territorio dal rischio di contaminazioni irreversibili. Un orientamento che premia la decisione dell’Italia di mantenere il proprio territorio libero da Ogm, sostenuta da un’ampia coalizione in rappresentanza della maggioranza assoluta dei cittadini italiani. Per la conformazione morfologica dei terreni e le dimensioni delle aziende” prosegue l'associazione, “sul territorio italiano non sarebbe possibile evitare le contaminazioni ambientali e sarebbe violata la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da Ogm".
L'organizzazione ricorda infine, che sulla base dei risultati dell'ultima indagine annuale Coldiretti-Swg "il 73 per cento dei cittadini italiani che esprimono una opinione ritiene che i prodotti alimentari contenenti organismi geneticamente modificati siano meno salutari rispetto a quelli tradizionali”. Una contrarietà, sottolinea Coldiretti che è rimasta sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni a conferma che non si tratta di una valutazione emotiva.

“Gli Ogm spingono” conclude Coldiretti “verso un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del made in Italy".

Un'anno di post,

E' trascorso un'anno da quando ho aperto questo blog, e negli ultimi tempi mi sono fermata per dedicarmi allo studio, al lavoro ed alla casa, ma nel frattempo mi chiedevo cosa ne è stato di questi 12 mesi, qual'era lo scopo che mi ero prefissata, l'ho raggiunto? mi ci sono avvicinata? Insomma cosa ho dato, ricevuto ed imparato in questo periodo tecnotemporale? Mi rispondo ora, mentre scrivo, sbirciando ai miei primi post (ma anche a quelli di mezzo ed agli ultimi). Ho modificato di molto il mio stile di vita, imparando che essere ecocompatibile è un mondo fatto di liste, di punti da seguire, tutto sta a redigerne una propria e seguirla senza impazzire!! Sono passata dagli estremismi della caccia disperata al prodotto bio/km0/equo certificato 100% ad un compromesso che fosse amico dell'ambiente, delle mie tasche e della mia (e di mio marito) sanità mentale. Ho imparato a non dare consigli, soprattutto se non richiesti. Ho imparato che i veri amici non sono quel numerino sul tuo profilo di Facebook, ma quelli che incontri, anche una volta all'anno dal vivo e non via chat! Ho imparato ad usare i social network e non ad abusarne, perchè in fondo in molti di loro delle cose positive le ho trovate, ho conosciuto personaggi che per il mondo divulgando la buona-eco novella e dai loro suggerimenti tento di fare meglio nel mio quotidiano. Ho scoperto siti di ricette vegan, che non fanno dimagrire, ma insegnano che la cucina non è fatta di soli alimenti animali, che tutto è sostituibile. Ho imparato che, a parte me, molte donne e uomini sono in grado di fare cose formidabili e di grande ingegno con le proprie mani, ed io che pensavo che solo Mc Gyver potesse riuscirci. Ho comprato la mia prima travel mug e siamo diventati compagni inseparabili, le mie prime scarpe vegan (userei solo quelle), ho testato tanti prodotti di marche a me prima sconosciute, rispettose dell'ambiente e del corpo, ho imparato a differenziare, ma ancor più a diminuire l'acquisto dei prodotti imballati o super imballati, ho imparato a dar via ciò che non uso, gratuitamente; insomma dagli altri, da internet e dai blog ho perlopiù imparato. Tutto questo senza imporre il mio stile di vita, le mie scelte e le mie condizioni a nessuno. Del resto ognuno è libero di vivere come vuole, se veramente siamo degli esempi positivi, non ci sarà bisogno di fare agli altri il lavaggio del cervello, vedendo in noi un cambiamento ci chiederanno come fare, ovvero sii il cambiamento che vorresti vedere avvenire nel mondo!
Forse non ho raggiunto lo scopo che mi ero prefissata, forse sono andata oltre

15 marzo 2011

Sacchetti di plastica, mezzo MaterBi o mezzo caos...a che punto siamo?

A due mesi dall'entrata in vigore della normativa che abolisce produzione e vendita, se non fino ad esaurimento scorte, dei sacchetti di plastica qual'è la reale situazione, cosa succede nei piccoli negozi, nelle grandi catene e nei centri commerciali. Si sono adeguati tutti, siamo alle solite ecofurbate? Andiamo a fare due passi (con la nostra fedelissima sporta) e vediamo cosa succede alla cassa, cosa fanno gli altri consumatori.
Dopo una ricognizione ho trovato una situazione immutata rispetto all'entrata in vigore del divieto, le grandi catene di Iper, Super ed Hard discount si sono messe a norma, hanno sostituito tutte le scorte di sacchetti non biodegradabili con quelli di origine vegetale, affiancando sporte, sacchetti in carta e in qualche caso piccoli trolley. Purtroppo manca un'incentivo da parte dei commercianti all'utilizzo delle sporte in luogo del sacchetto usa getta, ci si ritrova quindi in un risultato di 1contro1, abbiamo solo sostituito la materia prima ma non il malcostume di abuso e di rapido disfacimento della busta. I piccoli esercenti dove mi sono recata, come il ferramenta, il negozio di alimenti per animali ed addirittura l'alimentari bio del mio paese, continuano imperterriti ad utilizzare i vecchi sacchetti!!
A tutto questo vi ricordo che si aggiunge il problema buracratico scaturito dalla legge che ha visto, ovviamente, la protesta delle aziende plastiche che hanno portato la loro voce a Bruxelles per tentare un'inversione di rotta. Ognuno grida le proprie ragioni e noi nel mezzo, noi e non ultimo l'ambiente, infatti "250 miliardi di minuscoli frammenti polimerici galleggiano attualmente nel Mar Mediterraneo, sorprendendo chi pensava che il fenomeno riguardasse solo i lontani Oceani Pacifico e Indiano. Enormi i rischi per la fauna e la flora visibile e invisibile a occhio nudo. I frammenti si mescolano, infatti, con il plancton e vengono così facilmente ingoiati dai piccoli pesci a loro volta preda delle specie più grandi, andando a influenzare l'intero ecosistema, La drammatica rivelazione arriva da un team di ambientalisti e biologi marini francesi e belgi al termine di una lunga fase di studio. I ricercatori hanno analizzato campioni di acqua prelevati nel mese di luglio al largo della Francia, del Nord Italia e della Spagna a una profondità di 10-15 cm. Durante il primo viaggio effettuato da volontari Expedition MED (Mediterraneo in pericolo) a bordo di yacht di 17 metri - durato 30 giorni e snodatosi nel periodo luglio-agosto 2010 lungo un percorso di 1500 miglia nautiche - si è scoperta la presenza di piccolissimi detriti del peso medio di 1,8 milligrammi. Il che significa, spiega Francois Galgani, dell'Istituto francese per l'esplorazione del mare (Ifremer), "più o meno 500 tonnellate di plastica per l'intero Mediterraneo". Ben il novanta per cento dei prelievi ha dato esito positivo alla presenza di tali frammenti. In media è stato riscontrato un numero di 115.000 residui plastici per km2 con una concentrazione massima di 892.000 elementi nei pressi dell'isola d'Elba. (Fonte Legambiente.it)
Io ricordo sempre il mio parere, a prescindere dalle polemiche, dalle leggi e dai divieti, favorevoli o sfavorevoli: l'unica soluzione è la SPORTA

14 marzo 2011

FrancescaV chiama Italia e io rispondo

E' la settimana dei 150 anni d'Unità d'Italia, non importano le polemiche, non importano i festeggiamenti ufficiali, quelli che si preoccupano della forma ma non della sostanza, ciò che importa siamo noi, fieri ed orgogliosi di essere italiani. Raccolgo l'invito di FrancescaV e aderisco all'iniziativa Francesca chiama Italia. Nessuno più di chi sta in rete potrà esser capace di festeggiare degnamente con ingengo, creatività, fantasia ed ironia questo stivale. Quindi per tutta la settimana solo post tricolori.......
Non potevo non iniziare con una bellissima foto che rappresenta la grinta italiana nella vittoria strameritata al 6 Nazioni. Silenzio....solo un numero: Italia- Francia 22 a 21


10 marzo 2011

Testati per voi.....deodoranti

Ho avuto sempre difficoltà a trovare un buon deodorante, che fosse il più possibile rispettoso della natura e degli animali, del mio corpo e che ovviamente funzionasse a dovere. Tengo a precisare che non sono un soggetto facile. Ho quindi voluto testare cinque prodotti differenti, di quattro case produttrici.

Il primo è stato
aloevolution della Zuccari. L'azienda dichiara di non testare i propri prodotti sugli animali, nessuna menzione circa la storia degli ingredienti. Bottiglia in plastica, profumazione quasi assente, senza acqua aggiunta, alluminio cloridrato, alcool, gas, OGM, glutine e Nickel tested. In una scala da 1 a 10, rispetto della pelle 10, funzionalità sempre rispetto alla mia fisiologia, 7,
INCI Aloe Barbadensis gel (Aloe Barbadensis leaf juice), potassium alum, camelia sinensis leaf extract, clycerin, parfum, dimethicone, ethylhexylglycerin, poysorbate-20, citric acid, sodium benzoate, potassium sorbate, phenoxyethanol, benzoic acid, dehydroacetic acid, sodium hydroxyde, polyaminopropyl, biguanide. (un pò troppi ingredienti a mio parere)

Aloevolution maxi 100ml
prezzo Euro 9,90

Il secondo prodotto è della Daymons, sempre flacone in plastica, molto legger come formulazione, efficacia limitata diciamo a meno della giornata lavorativa (potrei dire 5/6 ore). Controllo ICEA per conto LAV
INCI Aqua, Potassium alum, citric acid, Salvia officinalis water
SPRAY ANTIODORE - Deospray
Flacone in PE riciclabile - 125 ml - costo Euro 7,40
Ho poi acquistato due diverse profumazioni della stessa casa, la Neobio, sui flaconi, sempre in plastica, troviamo la certificazione BDIH ed Eco Control, per quanto riguarda il crueltyfree nessuna indicazione, quindi ho provveduto a chiedere alla casa produttrice.
Lemongrass-Cocos Deo Spray 150ml - profumazione troppo forte

Sandelwood-Jasmin Deo Spray 150ml - profumazione leggera e buona funzionalità, considerando che l'ho messo alla prova in una giornata di attività fisica, ha superato la prova delle 12 ore!
INCI
alcohol*,
aqua, parfum (essential oils), triethyl citrate, lauryl lactate,
bisabolol, lecithin, humulus lupulus cone extract, rubus idaeus seed
oil*, carthamus tinctorius seed oil, caprylic/capric triglyceride, limonene, linalool, geraniol, citral, farnesol.
* da agricoltura biologica
Costo per entrambi euro 7,96

Infine la Urtekram Un deodorante roll-on in confezione di vetro, EcoCert Organic Cosmetic, Astma-Allergi Forbundet e Not Animal Tested (con simbolo del leprotto). Profumazione assente ed ottima funzionalità, il roll-on ha l'unico piccolo neo di essere un pò appiccicoso sui tessuti, ma non macchia. Consigliato sia per la validità del prodotto che per la serietà dell'azienda.

INCI
Aqua, glycerin*, potassium alu, xanthan gum.
*=Ingredient proceeding from Organic Farming

No perfume Deodorant roll on Bio 50 ml euro 7.00

Se avete bisogno di info o aiuto per gli acquisti chiedete pure!


Non può mancare in un "testato per voi" l'alternativa autoprodotta e quindi chiudo RINGRAZIANDO anzitutto Raffaella che ha scelto il deo Urtekram, tra quelli testati, per dedicargli un post sul suo blog e poi lasciandovi la ricetta di un deo fatto in casa

Ricette di Francesca Marotta - tratta dal libro "Cosmesi Naturale Pratica" - Stampa Alternativa collana Ecoalfabeto

Stick deodorante alla cera d’api

Ingredienti per uno stick da 50 millilitri circa:

❥ 1 pezzetto di cera vergine d’api grande quanto una noce ❥ 2 cucchiai di olio extravergine di oliva oppure di oleolito di calendula ❥ 7 gocce di olio essenziale di salvia ❥ 5 gocce di olio essenziale di tea tree ❥ 5 gocce di olio essenziale di limone ❥ 3 gocce di olio essenziale di lavanda (totale 20 gocce di oli essenziali).
1. Mettete la cera in un pentolino e ponete a bagnomaria. Quando la cera si sarà disciolta completamente, aggiungete l’olio; attendete che il tutto sia ben disciolto, quindi togliete dal bagnomaria.
2. Lasciate raffreddare per pochi istanti (il composto deve però rimanere fluido), quindi aggiungete gli oli essenziali e mescolate.
3. Versate in un piccolissimo stampo, ad esempio un bicchierino da liquore o un contenitore per pellicola fotografica, e mettete in frigorifero per almeno un’ora.
4. Estraete lo stick dallo stampo e chiudetelo in un sacchettino o in un barattolo. Si conserva a temperatura ambiente per 3-5 mesi.

Come si usa

Subito dopo la doccia o il bagno, passate lo stick sotto le ascelle lasciando un leggero strato di deodorante. Massaggiate delicatamente per facilitare la penetrazione. Lascia un leggero profumo e svolge una delicata azione antibatterica





02 marzo 2011

Post(ino) del giorno: auto elettriche in mostra

La parola del momento è auto elettrica. Il salone dell'auto di Ginevra 2011 le dedica un "Pavillon Vert" di 2.400m2 con ben 36 espositori, la Renault consegna alla Henkel la nuova Kangoo Express Z.E. e poi ancora Enel ed Acea per la capitale su quattroruote elettriche, a tutto questo seguono nelle prossime settimane diverse mostre e fiere. Con ordine, dal 25 al 27 marzo 2011 torna Fa' la cosa giusta! che fra gli altri temi tratterà anche di mobilità sostenibile, quasi in contemporanea, alla Fiera di Parma, si svolgerà, dal 24 al 26 marzo la Mostra convegno sul Veicolo Elettrico e la Mobilità Sostenibile (link al sito nella foto a lato) e per finire, almeno per ora, Torino ospita invece dal 7 al 9 aprile EnergEthica 2011.
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