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12 giugno 2014

L'importanza dell'autoproduzione

Guardo al momento "storico" in cui vivo e mi trovo circondata di beni di consumo di ogni genere, forma e imballo e ne vedo talmente tanti che spesso non riesco a non chiedermi che fine faranno e soprattutto se verranno tutti venduti, il pensiero torna sempre a quel simbolo all'ingresso dei banchi frigo dei supermercati, la parete di yogurt, lunga, immensa e ricca, possibile mai che se ne vendano così tanti? Siamo la popolazione con la flora batterica più sana sulla faccia della terra! E invece no, una grandissima fetta di questi beni, alimentari e non, restano invenduti e spesso, per mancanza di dialogo tra negozi ed associazioni, neanche dati a chi ne avrebbe bisogno. Siamo più poveri, più disoccupati ma al contempo più attenti a ciò che mangiamo, alla provenienza e composizione di quello che entra nel nostro piatto. Siamo in pieno downshifting o decrescita, verso una felicità fatta di "less is more", meno quantità più qualità. Ecco allora perchè per coniugare l'utile al dilettevole è importante rimettere le mani in pasta (ma anche in terra). 
Per cambiare stile di vita, per far crescere meglio i nostri figli, come terapia (l'orto-terapia è funzionale sia per il singolo che nelle comunità, da quelle di recupero alle scuole), perchè nonostante i vegetariani ed i vegani siano aumentati in maniera esponenziale non sono diminuiti i prezzi dei prodotti lavorati e non e arriviamo ancora  a pagare 18/20 euro al kilo una polpetta di soia o di lupino!
Ti fermi poi davanti al secchio della differenziata e ti accorgia anche di quanta plastica avvolge tutto ciò che compri ed aggiungi ancora un'altro vantaggio all'autoprodurre più cose possibili, ecco mi pare già di sentire la classica risposta: "non ho tempo"! E se prima di gettare la spugna ci mettessimo a scrivere su un foglio quanto tempo realmente abbiamo a disposizione, come lo occupiamo o come lo sprechiamo, non uscirebbe fuori che forse un'oretta per preparare un dolce o un biscotto ci scappa. 
E se mentre ce la pubblicità, prima che inizi quel film che volevamo vedere, mettessimo a mollo i legumi da cucinare domattina in pentola a pressione intanto che ci prepariamo per andare a lavoro. 
Se piuttosto che scegliere di fare l'ennesimo tour dei grandi magazzini insegnassimo a noi stessi o ai nostri figli la dolce arte dell'ozio in balcone o a piantare due semetti di basilico per poi vederli crescere insieme. Se decidessimo di fare una gara in famiglia a chi cucina le polpette vegetali più originali, se imparare a far marmellate, conserve o pane diventasse anche una piccola fonte di reddito, e se..........e se alla fine ci accorgessimo che la nostra vita è un vaso e sta solo a noi scegliere come riempirlo allora avremmo capito che è importante autoprodurre perchè aiuta a ritrovare noi stessi.
Che fate ci provate?

06 giugno 2014

Impatto zero, ecologico o cruelty free? (update)

E perchè non tutti e tre insieme mi chiedo io! Perchè ancora siamo in alto mare, punto e basta. L'argomento del contendere è la detersione domestica e qui per esser certi di cosa compare corro sempre a chiedere aiuto a Veganeco. Dunque il problema è nato quando mi sono accorta che compravo le pastiglie per la lavostiviglie della linea Vivi Verde Coop pensando che fossero anche cruelty free (come del resto i prodotti della stessa linea versante cosmesi), invece, grazie a Veganeco ed alla consultazione della lista VIVO, mi sono resa conto che sono solo ecologiche! Il passo successivo è stato chiedersi quale prodotto alternativo acquistare, che fosse ecologico, cruelty free e magari a minimo impatto (niente plastica e se proprio proprio si poteva chiedere anche alla spina) ed è qui che mi sono ritrovata nella selva oscura dantesca!

Nella lista cruelty free reperibile sul sito Consumo Consapevole ci sono queste marche, per ciascuna vi indico i risultati della ricerca relativa alle soluzioni per lavastoviglie
 
ALLEGRO NATURA (BioErmi, HappyClean)
solo in bottiglia di plastica
_contatti: www.allegronaturashop.it/
ALMA WIN
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
_contatti: www.almawin.co.uk
ARGITAL
non hanno soluzioni per lavastovi
 _contatti: www.argital.it
BRILLOR
Solo in bottiglia o tanica
_contatti: www.cascinameira.com/brillor.html
CIBE (Econatura) - rettifica, è uscita dallo standard diversi mesi fa
Solo in bottiglia o tanica
_contatti: www.cibelaboratori.it -
HEDERA NATUR (Almacabio, Equo, Eco)
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
OFFICINA NATURAE (Linea Aequa equo-solidale; Linea Officina Naturae)
Alla spina liquido per lavastoviglie
_contatti: www.officinanaturae.com
PIERPAOLI (Ekos, Ecosì, Fòlia)
_contatti: www.pierpaoli.com
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
SAN.ECO.VIT (Ecoblu, Ecor, Ecoland) Non ha rinnovato la certificazione Lav-Icea di recente, ma sembrea che abbiano attivato la procedura per l'autocertificazione.
Sul sito sanecovit non ho trovato detergenti casa ma sul sito Ecor si, sia in pastiglie, in polvere (in sacco di plastica), liquido (in bottiglia di plastica)
_contatti: www.sanecovit.com
TALYBE
Private label di Pierpaoli, disponibile in gel in bottiglia di plastica
_contatti: www.talybe.it
TEA NATURA
In polvere e liquido
_contatti: www.teanatura.com
VERDEVERO (Higen)
Hanno prodotti alla spina ma non per lavastoviglie
_contatti: www.verdevero.it




All'elenco potremmo aggiungere anche i Provenzali, che non ha comunque un prodotto specifico per lavastoviglie ma solo per i piatti a mano ed in bottiglia di plastica oppure Ecover, ottimo prodotto, reperibile a buon prezzo solo all'estero, in pastiglie in confezione da 25 o 70 pezzi, oppure si deve tentare la strada dei negozi in grande aumento "tutto sfuso", e qui va anche peggio. Tra quelli che conosco ci sono : la catena Millebolle, con tab sfuse prive di certificazione di sorta (eco, equo, bio, cruelty free); oppure i distributori che si trovano nei super mercati che sono spesso riforniti o dalla Solbat, che, almeno dal sito, non sembra avere alcuna certificazione di cui sopra, o dalla Pizzolotto che più o meno è idem come Solbat fatta eccezione per la certificazione Ecolabel UE visibile sul sito dell'ISPRA. Andiamo avanti con la Greenatural, che tratta prodotti sfusi tra cui le tabs per lavastoviglie, ha la certificazione ICEA (ma non quella per LAV che mi garantisca il cruelty free) ma non sulle tab che, a leggere dal sito hanno solo un bollino eco detergenza che ammetto di non sapere cosa sia! Finisco questa carrellata con l'emergente catena Negozio leggero, trattano tutto sfuso, ed hanno un discreto assortimento di detersivi e detergenti, ho provato a contattarli per chiedere info sui produttori e/o certificazioni e sono stati molto cortesi e tempestivi nel rispondermi purtroppo però non sono in grado di fornire alcun tipo di certificazione ne mi hanno dato indicazione circa i produttori dei loro articoli, di certo so che ho provato il detersivo liquido per i piatti, acquistato da loro e sull'etichetta c'era scritto Pizzolotto! Ovviamente in questo caso ho preso in esame solo il detersivo per lavastoviglie, perchè per quanto riguarda lavatrice o piatti a mano la situazione è decisamente migliore, alla spina, quindi a basso impatto, ecologici e cruelty free ci sono sicuramente più opportunità, oltre ai marchi sopra elencati, tra cui uno molto presente è senz'altro Ecor, potete trovare anche la linea di Altromercato, come da recensione di Veganeco.
Per la consultazione di tutte le liste (italiane ed estere) fate riferimento alla pagina FB di Veganeco oltre alle liste trovate aggiornamenti continui e test sui prodotti: https://www.facebook.com/pages/Veganeco/520192941355863

25 novembre 2010

L'avventura all'ecocentro

Oddio che giornata, dopo aver avviato a pieno regime la raccolta differenziata oggi ho fatto una passeggiata verso l'ecocentro per portare i sacchetti di organico, cartone e olio di frittura (che solitamente lascio in un punto di raccolta presso un supermercato) per il viaggio mi faccio aiutare dalle forti braccia di mio figlio...dieci minuti e ci siamo. Il cassonetto per l'organico è inutilizzabile, ha piovuto e non avendo il coperchio (non chiedetemi perchè) si è riempito d'acqua quindi mi chiedono di lasciare le buste a terra!!! Andiamo bene. Proseguo e deposito il cartone, per l'olio però niente da fare, il contenitore pieno è stato mandato in discarica e non è ancora tornato, quindi torno a casa con un 1 su 3. L'olio l'ho poi portato al supermercato, tanto, mi dico, devo prendere il detersivo alla spina. Ecco la seconda nota dolens della giornata, il sapone alla spina è tutto finito è non tutto verrà reintegrato, solo quello per i piatti e non quello per il bucato, ma che roba, cos'è la giornata della santa pazienza?? Per fortuna so che c'è un'altro negozio con distributore per detersivo alla spina, è un pò fuori mano e quindi ci mando mio marito, gli do le apposite bottiglie e me ne torno intanto a casa preparare la cena, ma per concludere in bellezza di rientro a casa il maritozzo mi informa che le nostre bottiglie non andavano bene e che ne ha dovute acquistare delle altre.
E' una sfida, più che quotidiana, ma persevero, tornerò all'ecocentro e alla fine se non dovesse funzionare allora l'assessore all'ambiente avrà il piacere di conoscere di persona una cittadina!!
Buona notte

19 novembre 2010

Avanti tutta o ferma al semaforo: dubbi a impatto zero

Quando ad aprile ho aperto questo blog con la missione (suicida) di diventare a impatto zero, ero convinta che fosse tutto molto più facile, mi dicevo "e che ci vuole" basta cambiare due lampadine, andare di più a piedi e comprare cibo locale e di stagione, poi arrivano settimane come questa e mi ritrovo in preda alla depressione più nera......gli uomini della mia famiglia sono degli assassini di alberi, cavolo sì, proprio così, consumano quintali di fazzoletti usa e getta tipo Kleenex. Non ci avevo mai riflettuto, santo Colin Beavan che mi ci ha fatto ripensare. La casa è presidiata: una scatola sul comodino, una in salotto e, non si sa mai, una in macchina e una in ufficio (più la scorta di tre nell'armadio per non rimanere in astinenza). Ma i fazzoletti di stoffa li abbiamo dico io e loro mi ridono in faccia o mi ignorano, e questo è solo martedì. A battaglia appena iniziata e vado a mangiare alla tavola calda per la pausa pranzo (la versione italiana e rustica dei fast food), dove realizzo che tutti i giorni uso tovaglietta di carta e bicchieri di plastica e dove spesso prendo qualcosa a portar via per mio figlio in piatto di plastica sigillato con pellicola di plastica, ORRORE!!! Tanti sacrifici per nulla, così da oggi dovrò necessariamente cucinare a casa se non voglio inquinare, non ce la posso fare, AIUTO. Arriva il venerdì insieme alla mia consegna di Biobox, che vuol dire tante verdure da pulire e preparare, ovvero un sabato ai fornelli, meno male che fuori piove così ho la certezza che tanto non avrei potuto fare altro. Il bello comunque di queste scatole di verdure è che mi torna in mente la pubblicità del PostalMarket (non se tutti lo ricordano), il gingle diceva "con PostalMarket uso la testa ed ogni pacco che mi arriva è una festa". In effetti quando apri le scatole non sai mai cosa puoi trovarci dentro, così anzichè esser tu a programmare i pasti per la prossima settimana la scatola lo fa per te. Scopri verdure vecchie e soprattutto nuove (tutte quelle di stagione che non hai mai comprato perchè non sai cosa farne) vai a casa e grazie a internet e tante persone come voi impari a cucinarle. Un esempio? Oggi pasta col cavolo nero. Io come sempre ho usato il fantastico Veganblog per le ricette, più che un sito una manna dal cielo, ne non ci fosse bisognerebbe inventarlo, come la vecchia Panda.

16 novembre 2010

La penalizzazione di chi vuol fare!!

Dato che non c'è molto da aggiungere se non la personale opinione di ognuno di noi, vorrei postare tale e quale questo articolo del 29 ottobre 2010 pubblicato su Oggi Treviso

STOP ALLA RACCOLTA LATTINE A SCUOLA, INCALZA LA POLEMICA

Il Tv3 vuole impedire che i bambini le portino al Centro Riciclo di Vedelago

VEDELAGO – Oramai è guerra aperta tra il Corsorzio Tv3 ed il Centro Riciclo di Vedelago sul caso delle lattine riciclate dalle scuole. La polemica ora si allarga ed il sindaco di Vedelago Paolo Quaggiotto si schiera con Carla Poli, la titolare del Centro Riciclo.

Il Consorzio Tv3 richiederà alle scuole di non consegnare più le lattine al Centro Riciclo: la raccolta dei rifiuti è competenza loro, le lattine da riciclare valgono soldi e quindi, secondo il Tv3, non è legittimo che il centro di Vedelago si insinui nel meccanismo. Un progetto ormai consolidato quello di Carla Poli: i bambini raccolgono le lattine, queste finiscono a Vedelago e vengono realizzati dei progetti di educazione ambientale.

Solo quest’anno il Centro Riciclo di Vedelago ha distribuito 16mila euro alle scuole, raccogliendo 150mila lattine da riciclare, ovvero due tonnellate di lattine. Una cosa, per quanto onorevole, illegittima secondo il Tv3. E ora è iniziato il braccio di ferro. Il sindaco di Vedelago accusa il Tv3 e sta con Carla Poli.

Di seguito una nota di Paolo Quaggiotto

In relazione alla polemica sorta in ordine alla raccolta delle lattine effettuata nell’ambito del plesso scolastico, il Comune di Vedelago tiene a precisare quanto segue. Risulta in primis di pessimo gusto la diatriba artatamente innescata dal Consorzio TV3, Ente che sta gestendo la raccolta degli RSU attraverso una società al momento non legittimata a svolgere il servizio – secondo le recentissime sentenze TAR -, senza considerare la meritevole azione educativa svolta dalle scuole.

L’attenzione del Consorzio al solo valore venale – peraltro assai basso dell’ordine di € 7-800,00- delle lattine è ancor più deludente, vista la finalità del Consorzio medesimo e il fatto che esso è Ente pubblico. La raccolta effettuata dagli studenti ha finalità educative ed è utile alla loro responsabilizzazione. Per questo motivo spiace ancora di più che il Consorzio non abbia ritenuto di attivare quelle procedure, previste per legge, che consentono la raccolta differenziata da parte di Associazioni senza scopo di lucro, esattamente come avviene nel caso delle scuole.

Lo stesso regolamento del Consorzio prevede – all’art. 46 - tale possibilità e risulta che sia stata addirittura prevista un apposito schema di convenzione ad hoc. Sarebbe sufficiente la volontà di collaborare per uno scopo che dovrebbe essere comune e la buona volontà di tutte le parti coinvolte affinché questa vicenda diventi soltanto un’occasione di crescita dei giovani del territorio e di coesione fra la popolazione e gli Enti che la rappresentano senza che nessuno si lamenti, vedi Bonesso, di una esistente lesa maestà.

Il sindaco

Paolo Quaggiotto

09 novembre 2010

Rifiuti e crisi economica

Nel bel mezzo di una delle più grandi crisi economiche degli ultimi decenni, in un quadro che vede milioni di famiglie alle prese con il tentativo di arrivare a fine mese, o almeno questo è quanto emerge dalle notizie ascoltate al telegiornale, ci sono due o tre articoli che lasciano un pò perplessi e che riguardano da vicino sia i rifiuti che la situazione economica. Ebbene a smuovere le mie povere celluline grigie (per dirla alla Poirot) è stato per primo il Messaggero, che a maggio di quest'anno titola "L'iPad è sbarcato è sbarcato in Italia, fila notturna all'Apple Store di Roma Est (che per chi non lo conoscesse è uno dei milioni di centri commerciali che circondano la Capitale), e già lì mi son chiesta com'è possibile in tempo di crisi e di recessione che milioni di italiani possano (scegliere) permettersi un giocattolino da 500/600 euro? Ho provato a lasciar cadere l'elucubrazione ma, come tutti i misteri irrisolti, mi è tornata alla mente leggendo prima ADNKRONOS da cui apprendo che buttiamo mediamente 10KG di abiti procapite nel secchione, rifiuti non recuperabili, che andranno a) per sempre ad inquinare l'ambiente b) indurranno colui che li aggettati a recarsi al primo centro commerciale per acquistarne di nuovi (che poi metterà una sola volta e getterà di nuovo in un bellissimo fashion-loop) e poi un'ansa (non di fiume) che nel presentare il fatto certamente positivo che quest'anno sono stati raccolti correttamente circa il 29% di rifiuti elettronici in più dello scorso anno, togliendoli quindi dalla strada, ma resta di fatto che questo equivale a dire che ognuno di noi ne ha prodotti circa il 4% (questo sempre alla faccia della crisi economica, quanti di noi ogni anno quindi comprano e cambiano tv, telefoni, computer e così via, magari ancora utilizzabili?)
Comunque, un'esempio preso da uno di questi articoli, tanto per rendere l'idea:
Un chilo di abiti usati raccolti riduce di 3,6 kg le emissioni di CO2, di 6.000 litri il consumo di acqua, 0,3 kg di fertilizzanti e 0,2 kg di pesticidi, che per me significa che se non venissero gettati via, ma magari regalati, anche in parti le emissioni di CO2 sarebbero ancora meno!!

Il discorso è lungo, e forse barboso, ma il problema torna ad essere non tanto quello del riciclo ma del ricordare che la catena è composta da almeno 3R, di cui la prima è RIDUCO, compro solo quello che è necessario e soprattutto possibilmente quello che poi può tornare a nuova vita. Basta con questo vortice di consumismo che non serve a rimettere in moto l'economia, non serve a farti vivere meglio se non finchè ciò che avrai comprato sarà superato (ovvero uno/due mesi) e soprattutto non serve a farti risparmiare soldi che domani potrebbero servirti per comprare qualcosa che veramente occorrerà a te o ai tuoi figli
Beh, fine dello sfogo, AMEN!

22 ottobre 2010

Plastica, Carta o MaterBì??

Aiuto, lo sapevo che avrei dovuto dare retta alla mamma quando mi diceva: studia, prenditi una laurea! Ora un bel dottorato in scienze biomolecolari mi tornava utile, non per il Nobel ma per capire chi ha ragione. Insomma se dopo anni dalla minacciata entrata in vigore della legge che vieterebbe il commercio dei sacchetti in plastica (responsabili di
< ----questo e anche di questo)



finalmente la minstra dell'Ambiente ha detto stop senza più deroghe dal 1° gennaio 2011, ci si mettono gli industriali da una parte e legambiente dall'altra, ognuno con le sue motivazioni e con tanto di lettere ai deputati seguite da dati in qualche caso incomprensibili o condivisibili da chi è veramente molto informato in materia. Io resto dell'idea del no al sacchetto di plastica e si alla sporta a vita ma nel mezzo c'è tantissima gente, soprattutto operai ed impiegati delle aziende produttrici, dunque forse la laurea è esagerata ma come fare a stabilire dov'è la ragione, dove l'esagerazione e qual'è la famosa via di mezzo da attuare per far tutti contenti (delfini e tartarughe comprese si intende). Intanto per completezza di informazione leggetevi le due lettere

Lettere di Unionplast, IPPR e Federazione Gomma Plastica
La Risposta di Legambiente

Poste Italiane e la raccolta differenziata....

Un mini post, interrogativo, oggi ho ricevuto per posta un libro, contenuto in una busta a sacco imbottita (quelle con le bollicine), personalizzata delle Poste Italiane e recava testualmente questa dicitura: i prodotti Poste italiane rispettano i criteri della raccolta differenziata. Per permettere la raccolta differenziata, dopo l'uso, separare la carta dalla plastica. Bene, penso io, tolgo il libro e......magia, non succede un tubo (e sono stata educata!). I due sono inseparabili e non perchè si amano alla follia, perchè la parte in plastica (o meglio Polietilene a bassa densità) è praticatamente termosaldata alla carta.
Insomma, complimenti, davvero rispettati i criteri di raccolta differenziata, salvo che non siano stati modificati a mia insaputa!!!
Meditate gente, meditate.

18 ottobre 2010

Diventiamo tutti dei RAEEporter??


Ascoltando la radio oggi, mentre rientravo dalla pausa pranzo, mi sono imbattuta in uno spot a mio avviso interessante. Spesso ci si chiede "cosa posso fare io per farmi sentire o per cambiare le cose?", bene, dopo il servizio di ecoradio che dà la possibilità di segnalare un ecomostro ecco il RAEEporter. Una campagna di campagna di sensibilizzazione sull'importanza del corretto riciclo dei RAEE (Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche) promossa da Ecodom in collaborazione con Legambiente.
Basta fotografare il rifiuto (lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi, televisori e così via) abbandonati nelle discariche abusive, a cielo aperto o nelle strade, registrarsi sul sito www.raeeporter.it e caricare la foto inserendo i dati del luogo (città, via, etc.) così verrà segnalato alle autorità competenti per il corretto ritiro, recupero e riciclo. Finora sono 49 le segnalazioni ricevute ma immagino (basta che mi guardo intorno) che ce ne sono moltissime da inviare, quindi mano alla macchinetta ed inviate, magari coinvolgete in vostri figli, così diventeranno anche loro dei fotoreporter sensibili verso le tematiche ambientali.


05 ottobre 2010

Compostaggio domestico



Allora ecco alcune, poche ma spero utilissime, info per il compostaggio domestico, anche per chi non ha un giardino.


Dunque il prodotto di cui mi sono molto interessata è la compostiera DO.KO., prodotta da una società italiana, la Tradingenia s.r.l., ed esistente nella versione con pannello fotovoltaico (come la vedete in foto) e senza, è costruita utilizzando abete multistrato trattato in autoclave e quindi resistente agli agenti atmosferici (ha lo stesso trattamento del legno per i parchi giochi). Si adatta perfettamente sia al giardino che al balcone. Per maggiori info visitate http://www.tradingenia.eu/)




Un'altra novità per la raccolta domestica dell'umido è sicuramente SUMUS, forse qualcuno di voi l'ha già visto in un negozio NaturaSì, un sacchetto prodotto con il 100% di carta riciclata postconsumo, certificato FSC e PEFC realizzato con inchiostri e colle a base di acqua e di elementi vegetali.

È resistente all'umidità grazie allo speciale fondello ribaltabile. È dotato di una chiusura ermetica che impedisce lo scollamento del fondo anche in presenza di forti pressioni e di grandi quantità di umido. L'utilizzo della carta consente un notevole passaggio d'aria, agevolando il processo di compostaggio ed evitando la formazione di cattivi odori e di liquidi.

Il sacchetto-base è disponibile in formato da 8 litri, ma viene prodotto anche in dimensioni da 5 e 35 litri a richiesta. Per info www.aspicsrl.com


A presto













01 ottobre 2010

Giornata Nazionale del riciclo e della raccolta differenziata di qualità


Il CONAI in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente organizza la prima giornata nazionale del riciclo e della raccolta differenziata per domani 2 ottobre, per sapere in quali piazze potete recarvi per saperne di più sulla raccolta differenziate collegatevi al sito http://www.raccolta10piu.it/.


22 settembre 2010

Up & Down

La notizia positiva di oggi è che l'Italia supera (sorprendentemente direi io) la media UE per riciclo del vetro, a dichiararlo è Assovetro anche se a leggere bene bene il dato di distacco è veramente minimo, siamo al 66% contro il 65% però bravi andiamo avanti così. Il vetro del resto si può riciclare al 100% ed all'infinito e sicuramente non altera il contenuto, sottolineo però, come sempre, che sarebbe ottimo, utile ed efficace reintrodurre il Vuoto a Rendere!

Insomma un bel SU'
Ovviamente dopo il su ecco il giù: Italia maglia nera UE con 300 shopper a testa all'anno (fonte ANSA) la notizia fà seguito alla petizione on line che potete firmare sul sito di Legambiente per mettere definitivamente al bando l'utilizzo degli shopper in plastica ma anche per impegnarsi personalmente a non farne uso. Allo scopo si affiancano le nuove campagne di portalasporta.it: mettila in rete e sfida all'ultima sporta

Dunque per ora un bel GIU'

20 aprile 2010

L'isola dei virtuosi (Toscana)

Notizie da Nuovo Consumo, la rivista per i soci Coop.
Un'isola ecologica itinerante visiterà a rotazione i centri cittadini di San Vincenzo, Suvereto, Cammpiglia Marittima, Castagneto Carducci e Piombino, grazie all'azienda di igiene ambientale ASIU e le amministrazioni locali si cercherà di incentivare la raccolta differenziata premiando i cittadini, che più saranno virtuosi e più sconti matureranno in bolletta e, se sono anche soci Coop, saranno ulteriormente premiati con i punti fidelity. La struttura, che sarà ospitata anche nei parcheggi dei punti vendita Coop di Piombino Salivoli, Riotorto, Venturina, Campiglia Marittima, Donoratico e San Vincenzo, Sarà attrezzata per il conferimento di lampade e tubi al neon, farmaci, cartucce, pile e batterie, oli, piccoli e grandi elettrodomestici, stracci e indumenti. L'accesso all'isola avverrà tramite l'utilizzo di una Tessera Servizi Ambientali rilasciata da ASIU agli utenti che intenderanno usare il servizio.
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