Guardo al momento "storico" in cui vivo e mi trovo circondata di beni di consumo di ogni genere, forma e imballo e ne vedo talmente tanti che spesso non riesco a non chiedermi che fine faranno e soprattutto se verranno tutti venduti, il pensiero torna sempre a quel simbolo all'ingresso dei banchi frigo dei supermercati, la parete di yogurt, lunga, immensa e ricca, possibile mai che se ne vendano così tanti? Siamo la popolazione con la flora batterica più sana sulla faccia della terra! E invece no, una grandissima fetta di questi beni, alimentari e non, restano invenduti e spesso, per mancanza di dialogo tra negozi ed associazioni, neanche dati a chi ne avrebbe bisogno. Siamo più poveri, più disoccupati ma al contempo più attenti a ciò che mangiamo, alla provenienza e composizione di quello che entra nel nostro piatto. Siamo in pieno downshifting o decrescita, verso una felicità fatta di "less is more", meno quantità più qualità. Ecco allora perchè per coniugare l'utile al dilettevole è importante rimettere le mani in pasta (ma anche in terra). 12 giugno 2014
L'importanza dell'autoproduzione
Guardo al momento "storico" in cui vivo e mi trovo circondata di beni di consumo di ogni genere, forma e imballo e ne vedo talmente tanti che spesso non riesco a non chiedermi che fine faranno e soprattutto se verranno tutti venduti, il pensiero torna sempre a quel simbolo all'ingresso dei banchi frigo dei supermercati, la parete di yogurt, lunga, immensa e ricca, possibile mai che se ne vendano così tanti? Siamo la popolazione con la flora batterica più sana sulla faccia della terra! E invece no, una grandissima fetta di questi beni, alimentari e non, restano invenduti e spesso, per mancanza di dialogo tra negozi ed associazioni, neanche dati a chi ne avrebbe bisogno. Siamo più poveri, più disoccupati ma al contempo più attenti a ciò che mangiamo, alla provenienza e composizione di quello che entra nel nostro piatto. Siamo in pieno downshifting o decrescita, verso una felicità fatta di "less is more", meno quantità più qualità. Ecco allora perchè per coniugare l'utile al dilettevole è importante rimettere le mani in pasta (ma anche in terra). 06 giugno 2014
Impatto zero, ecologico o cruelty free? (update)
Nella lista cruelty free reperibile sul sito Consumo Consapevole ci sono queste marche, per ciascuna vi indico i risultati della ricerca relativa alle soluzioni per lavastoviglie
ALLEGRO NATURA (BioErmi, HappyClean)
solo in bottiglia di plastica
_contatti: www.allegronaturashop.it/ |
ARGITAL
non hanno soluzioni per lavastovi
_contatti: www.argital.it
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BRILLOR
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CIBE (Econatura) - rettifica, è uscita dallo standard diversi mesi fa
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HEDERA NATUR (Almacabio, Equo, Eco)
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
_contatti: www.hederanatur.com
|
OFFICINA NATURAE (Linea Aequa equo-solidale; Linea
Officina Naturae)
|
PIERPAOLI (Ekos, Ecosì, Fòlia)
_contatti: www.pierpaoli.com in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone |
SAN.ECO.VIT (Ecoblu, Ecor, Ecoland) Non ha rinnovato la certificazione Lav-Icea di recente, ma sembrea che abbiano attivato la procedura per l'autocertificazione.
Sul sito sanecovit non ho trovato detergenti casa ma sul sito
Ecor si, sia in pastiglie, in polvere (in sacco di plastica), liquido (in bottiglia
di plastica)
_contatti: www.sanecovit.com |
TALYBE
Private
label di Pierpaoli, disponibile in gel in bottiglia di plastica
_contatti: www.talybe.it
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TEA NATURA
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VERDEVERO (Higen)
|
25 novembre 2010
L'avventura all'ecocentro
Oddio che giornata, dopo aver avviato a pieno regime la raccolta differenziata oggi ho fatto una passeggiata verso l'ecocentro per portare i sacchetti di organico, cartone e olio di frittura (che solitamente lascio in un punto di raccolta presso un supermercato) per il viaggio mi faccio aiutare dalle forti braccia di mio figlio...dieci minuti e ci siamo. Il cassonetto per l'organico è inutilizzabile, ha piovuto e non avendo il coperchio (non chiedetemi perchè) si è riempito d'acqua quindi mi chiedono di lasciare le buste a terra!!! Andiamo bene. Proseguo e deposito il cartone, per l'olio però niente da fare, il contenitore pieno è stato mandato in discarica e non è ancora tornato, quindi torno a casa con un 1 su 3. L'olio l'ho poi portato al supermercato, tanto, mi dico, devo prendere il detersivo alla spina. Ecco la seconda nota dolens della giornata, il sapone alla spina è tutto finito è non tutto verrà reintegrato, solo quello per i piatti e non quello per il bucato, ma che roba, cos'è la giornata della santa pazienza?? Per fortuna so che c'è un'altro negozio con distributore per detersivo alla spina, è
un pò fuori mano e quindi ci mando mio marito, gli do le apposite bottiglie e me ne torno intanto a casa preparare la cena, ma per concludere in bellezza di rientro a casa il maritozzo mi informa che le nostre bottiglie non andavano bene e che ne ha dovute acquistare delle altre.E' una sfida, più che quotidiana, ma persevero, tornerò all'ecocentro e alla fine se non dovesse funzionare allora l'assessore all'ambiente avrà il piacere di conoscere di persona una cittadina!!
Buona notte
19 novembre 2010
Avanti tutta o ferma al semaforo: dubbi a impatto zero
Quando ad aprile ho aperto questo blog con la missione (suicida) di diventare a impatto zero, ero convinta che fosse tutto molto più facile, mi dicevo "e che ci vuole" basta cambiare due lampadine, andare di più a piedi e comprare cibo locale e di stagione, poi arrivano settimane come questa e mi ritrovo in preda alla depressione più nera......gli uomini della mia famiglia sono degli assassini di alberi, cavolo sì, proprio così, consumano quintali di fazzoletti usa e getta tipo Kleenex. Non ci avevo mai riflettuto, santo Colin Beavan che mi ci ha fatto ripensare. La casa è presidiata: una scatola sul comodino, una in salotto e, non si sa mai, una in macchina e una in ufficio (più la scorta di tre nell'armadio per non rimanere in astinenza). Ma i fazzoletti di stoffa li abbiamo dico io e loro mi ridono in faccia o mi ignorano, e questo è solo martedì. A battaglia appena iniziata e vado a mangiare alla tavola calda per la pausa pranzo (la versione italiana e rustica dei fast food), dove realizzo che tutti i giorni uso tovaglietta di carta e bicchieri di plastica e dove spesso prendo qualcosa a portar via per mio figlio in piatto di plastica sigillato con pellicola di plastica, ORRORE!!! Tanti sacrifici per nulla, così da oggi dovrò necessariamente cucinare a casa se non voglio inquinare, non ce la posso fare, AIUTO. Arriva il venerdì insieme alla mia consegna di Biobox, che vuol dire tante verdure da pulire e preparare, ovvero un sabato ai fornelli, meno male che fuori piove così ho la certezza che tanto non avrei potuto fare altro. Il bello comunque di queste scatole di verdure è che mi torna in mente la pubblicità del PostalMarket
(non se tutti lo ricordano), il gingle diceva "con PostalMarket uso la testa ed ogni pacco che mi arriva è una festa". In effetti quando apri le scatole non sai mai cosa puoi trovarci dentro, così anzichè esser tu a programmare i pasti per la prossima settimana la scatola lo fa per te. Scopri verdure vecchie e soprattutto nuove (tutte quelle di stagione che non hai mai comprato perchè non sai cosa farne) vai a casa e grazie a internet e tante persone come voi impari a cucinarle. Un esempio? Oggi pasta col cavolo nero. Io come sempre ho usato il fantastico Veganblog per le ricette, più che un sito una manna dal cielo, ne non ci fosse bisognerebbe inventarlo, come la vecchia Panda.
16 novembre 2010
La penalizzazione di chi vuol fare!!
STOP ALLA RACCOLTA LATTINE A SCUOLA, INCALZA LA POLEMICA
Il Tv3 vuole impedire che i bambini le portino al Centro Riciclo di Vedelago
VEDELAGO – Oramai è guerra aperta tra il Corsorzio Tv3 ed il Centro Riciclo di Vedelago sul caso delle lattine riciclate dalle scuole. La polemica ora si allarga ed il sindaco di Vedelago Paolo Quaggiotto si schiera con Carla Poli, la titolare del Centro Riciclo.
Il Consorzio Tv3 richiederà alle scuole di non consegnare più le lattine al Centro Riciclo: la raccolta dei rifiuti è competenza loro, le lattine da riciclare valgono soldi e quindi, secondo il Tv3, non è legittimo che il centro di Vedelago si insinui nel meccanismo. Un progetto ormai consolidato quello di Carla Poli: i bambini raccolgono le lattine, queste finiscono a Vedelago e vengono realizzati dei progetti di educazione ambientale.
Solo quest’anno il Centro Riciclo di Vedelago ha distribuito 16mila euro alle scuole, raccogliendo 150mila lattine da riciclare, ovvero due tonnellate di lattine. Una cosa, per quanto onorevole, illegittima secondo il Tv3. E ora è iniziato il braccio di ferro. Il sindaco di Vedelago accusa il Tv3 e sta con Carla Poli.
Di seguito una nota di Paolo Quaggiotto
In relazione alla polemica sorta in ordine alla raccolta delle lattine effettuata nell’ambito del plesso scolastico, il Comune di Vedelago tiene a precisare quanto segue. Risulta in primis di pessimo gusto la diatriba artatamente innescata dal Consorzio TV3, Ente che sta gestendo la raccolta degli RSU attraverso una società al momento non legittimata a svolgere il servizio – secondo le recentissime sentenze TAR -, senza considerare la meritevole azione educativa svolta dalle scuole.
L’attenzione del Consorzio al solo valore venale – peraltro assai basso dell’ordine di € 7-800,00- delle lattine è ancor più deludente, vista la finalità del Consorzio medesimo e il fatto che esso è Ente pubblico. La raccolta effettuata dagli studenti ha finalità educative ed è utile alla loro responsabilizzazione. Per questo motivo spiace ancora di più che il Consorzio non abbia ritenuto di attivare quelle procedure, previste per legge, che consentono la raccolta differenziata da parte di Associazioni senza scopo di lucro, esattamente come avviene nel caso delle scuole.
Lo stesso regolamento del Consorzio prevede – all’art. 46 - tale possibilità e risulta che sia stata addirittura prevista un apposito schema di convenzione ad hoc. Sarebbe sufficiente la volontà di collaborare per uno scopo che dovrebbe essere comune e la buona volontà di tutte le parti coinvolte affinché questa vicenda diventi soltanto un’occasione di crescita dei giovani del territorio e di coesione fra la popolazione e gli Enti che la rappresentano senza che nessuno si lamenti, vedi Bonesso, di una esistente lesa maestà.
Il sindaco
Paolo Quaggiotto
09 novembre 2010
Rifiuti e crisi economica
Nel bel mezzo di una delle più grandi crisi economiche degli ultimi decenni, in un quadro che vede milioni di famiglie alle prese con il tentativo di arrivare a fine mese, o almeno questo è quanto emerge dalle notizie ascoltate al telegiornale, ci sono due o tre articoli che lasciano un pò perplessi e che riguardano da vicino sia i rifiuti che la situazione economica. Ebbene a smuovere le mie povere celluline grigie (per dirla alla Poirot) è stato per primo il Messaggero, che a maggio di quest'anno titola "L'iPad è sbarcato è sbarcato in Italia, fila notturna all'Apple Store di Roma Est (che per chi non lo conoscesse è uno dei milioni di centri commerciali che circondano la Capitale), e già lì mi son chiesta com'è possibile in tempo di crisi e di recessione che milioni di italiani possano (scegliere) permettersi un giocattolino da 500/600 euro? Ho provato a lasciar cadere l'elucubrazione ma, come tutti i misteri irrisolti, mi è tornata alla mente leggendo prima ADNKRONOS da cui apprendo che buttiamo mediamente 10KG di abiti procapite nel secchione, rifiuti non recuperabili, che andranno a) per sempre ad inquinare l'ambiente b) indurranno colui che li aggettati a recarsi al primo centro commerciale per acquistarne di nuovi (che poi metterà una sola volta e getterà di nuovo in un bellissimo fashion-loop) e poi un'ansa (non di fiume) che nel presentare il fatto certamente positivo che quest'anno sono stati raccolti correttamente circa il 29% di rifiuti elettronici in più dello scorso anno, togliendoli quindi dalla strada, ma resta di fatto che questo equivale a dire che ognuno di noi ne ha prodotti circa il 4% (questo sempre alla faccia della crisi economica, quanti di noi ogni anno quindi comprano e cambiano tv, telefoni, computer e così via, magari ancora utilizzabili?)Un chilo di abiti usati raccolti riduce di 3,6 kg le emissioni di CO2, di 6.000 litri il consumo di acqua, 0,3 kg di fertilizzanti e 0,2 kg di pesticidi, che per me significa che se non venissero gettati via, ma magari regalati, anche in parti le emissioni di CO2 sarebbero ancora meno!!
Il discorso è lungo, e forse barboso, ma il problema torna ad essere non tanto quello del riciclo ma del ricordare che la catena è composta da almeno 3R, di cui la prima è RIDUCO, compro solo quello che è necessario e soprattutto possibilmente quello che poi può tornare a nuova vita. Basta con questo vortice di consumismo che non serve a rimettere in moto l'economia, non serve a farti vivere meglio se non finchè ciò che avrai comprato sarà superato (ovvero uno/due mesi) e soprattutto non serve a farti risparmiare soldi che domani potrebbero servirti per comprare qualcosa che veramente occorrerà a te o ai tuoi figliBeh, fine dello sfogo, AMEN!
22 ottobre 2010
Plastica, Carta o MaterBì??
Aiuto, lo sapevo che avrei dovuto dare retta alla mamma quando mi diceva: studia, prenditi una laurea! Ora un bel dottorato in scienze biomolecolari mi tornava utile, non per il Nobel ma per capire chi ha ragione. Insomma se dopo anni dalla minacciata entrata in vigore della legge che vieterebbe il commercio dei sacchetti in plastica (responsabili di< ----questo e anche di questo)

finalmente la minstra dell'Ambiente ha detto stop senza più deroghe dal 1° gennaio 2011, ci si mettono gli industriali da una parte e legambiente dall'altra, ognuno con le sue motivazioni e con tanto di lettere ai deputati seguite da dati in qualche caso incomprensibili o condivisibili da chi è veramente molto informato in materia. Io resto dell'idea del no al sacchetto di plastica e si alla sporta a vita ma nel mezzo c'è tantissima gente, soprattutto operai ed impiegati delle aziende produttrici, dunque forse la laurea è esagerata ma come fare a stabilire dov'è la ragione, dove l'esagerazione e qual'è la famosa via di mezzo da attuare per far tutti contenti (delfini e tartarughe comprese si intende). Intanto per completezza di informazione leggetevi le due lettere
Lettere di Unionplast, IPPR e Federazione Gomma Plastica
La Risposta di Legambiente
Poste Italiane e la raccolta differenziata....
Insomma, complimenti, davvero rispettati i criteri di raccolta differenziata, salvo che non siano stati modificati a mia insaputa!!!
Meditate gente, meditate.
18 ottobre 2010
Diventiamo tutti dei RAEEporter??

Basta fotografare il rifiuto (lavastoviglie, lavatrici, frigoriferi, televisori e così via) abbandonati nelle discariche abusive, a cielo aperto o nelle strade, registrarsi sul sito www.raeeporter.it e caricare la foto inserendo i dati del luogo (città, via, etc.) così verrà segnalato alle autorità competenti per il corretto ritiro, recupero e riciclo. Finora sono 49 le segnalazioni ricevute ma immagino (basta che mi guardo intorno) che ce ne sono moltissime da inviare, quindi mano alla macchinetta ed inviate, magari coinvolgete in vostri figli, così diventeranno anche loro dei fotoreporter sensibili verso le tematiche ambientali.
05 ottobre 2010
Compostaggio domestico

È resistente all'umidità grazie allo speciale fondello ribaltabile. È dotato di una chiusura ermetica che impedisce lo scollamento del f
ondo anche in presenza di forti pressioni e di grandi quantità di umido. L'utilizzo della carta consente un notevole passaggio d'aria, agevolando il processo di compostaggio ed evitando la formazione di cattivi odori e di liquidi.
Il sacchetto-base è disponibile in formato da 8 litri, ma viene prodotto anche in dimensioni da 5 e 35 litri a richiesta. Per info www.aspicsrl.com
A presto
01 ottobre 2010
Giornata Nazionale del riciclo e della raccolta differenziata di qualità

22 settembre 2010
Up & Down
20 aprile 2010
L'isola dei virtuosi (Toscana)
Un'isola ecologica itinerante visiterà a rotazione i centri cittadini di San Vincenzo, Suvereto, Cammpiglia Marittima, Castagneto Carducci e Piombino, grazie all'azienda di igiene ambientale ASIU e le amministrazioni locali si cercherà di incentivare la raccolta differenziata premiando i cittadini, che più saranno virtuosi e più sconti matureranno in bolletta e, se sono anche soci Coop, saranno ulteriormente premiati con i punti fidelity. La struttura, che sarà ospitata anche nei parcheggi dei punti vendita Coop di Piombino Salivoli, Riotorto, Venturina, Campiglia Marittima, Donoratico e San Vincenzo, Sarà attrezzata per il conferimento di lampade e tubi al neon, farmaci, cartucce, pile e batterie, oli, piccoli e grandi elettrodomestici, stracci e indumenti. L'accesso all'isola avverrà tramite l'utilizzo di una Tessera Servizi Ambientali rilasciata da ASIU agli utenti che intenderanno usare il servizio.