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12 giugno 2014

L'importanza dell'autoproduzione

Guardo al momento "storico" in cui vivo e mi trovo circondata di beni di consumo di ogni genere, forma e imballo e ne vedo talmente tanti che spesso non riesco a non chiedermi che fine faranno e soprattutto se verranno tutti venduti, il pensiero torna sempre a quel simbolo all'ingresso dei banchi frigo dei supermercati, la parete di yogurt, lunga, immensa e ricca, possibile mai che se ne vendano così tanti? Siamo la popolazione con la flora batterica più sana sulla faccia della terra! E invece no, una grandissima fetta di questi beni, alimentari e non, restano invenduti e spesso, per mancanza di dialogo tra negozi ed associazioni, neanche dati a chi ne avrebbe bisogno. Siamo più poveri, più disoccupati ma al contempo più attenti a ciò che mangiamo, alla provenienza e composizione di quello che entra nel nostro piatto. Siamo in pieno downshifting o decrescita, verso una felicità fatta di "less is more", meno quantità più qualità. Ecco allora perchè per coniugare l'utile al dilettevole è importante rimettere le mani in pasta (ma anche in terra). 
Per cambiare stile di vita, per far crescere meglio i nostri figli, come terapia (l'orto-terapia è funzionale sia per il singolo che nelle comunità, da quelle di recupero alle scuole), perchè nonostante i vegetariani ed i vegani siano aumentati in maniera esponenziale non sono diminuiti i prezzi dei prodotti lavorati e non e arriviamo ancora  a pagare 18/20 euro al kilo una polpetta di soia o di lupino!
Ti fermi poi davanti al secchio della differenziata e ti accorgia anche di quanta plastica avvolge tutto ciò che compri ed aggiungi ancora un'altro vantaggio all'autoprodurre più cose possibili, ecco mi pare già di sentire la classica risposta: "non ho tempo"! E se prima di gettare la spugna ci mettessimo a scrivere su un foglio quanto tempo realmente abbiamo a disposizione, come lo occupiamo o come lo sprechiamo, non uscirebbe fuori che forse un'oretta per preparare un dolce o un biscotto ci scappa. 
E se mentre ce la pubblicità, prima che inizi quel film che volevamo vedere, mettessimo a mollo i legumi da cucinare domattina in pentola a pressione intanto che ci prepariamo per andare a lavoro. 
Se piuttosto che scegliere di fare l'ennesimo tour dei grandi magazzini insegnassimo a noi stessi o ai nostri figli la dolce arte dell'ozio in balcone o a piantare due semetti di basilico per poi vederli crescere insieme. Se decidessimo di fare una gara in famiglia a chi cucina le polpette vegetali più originali, se imparare a far marmellate, conserve o pane diventasse anche una piccola fonte di reddito, e se..........e se alla fine ci accorgessimo che la nostra vita è un vaso e sta solo a noi scegliere come riempirlo allora avremmo capito che è importante autoprodurre perchè aiuta a ritrovare noi stessi.
Che fate ci provate?

06 giugno 2014

Impatto zero, ecologico o cruelty free? (update)

E perchè non tutti e tre insieme mi chiedo io! Perchè ancora siamo in alto mare, punto e basta. L'argomento del contendere è la detersione domestica e qui per esser certi di cosa compare corro sempre a chiedere aiuto a Veganeco. Dunque il problema è nato quando mi sono accorta che compravo le pastiglie per la lavostiviglie della linea Vivi Verde Coop pensando che fossero anche cruelty free (come del resto i prodotti della stessa linea versante cosmesi), invece, grazie a Veganeco ed alla consultazione della lista VIVO, mi sono resa conto che sono solo ecologiche! Il passo successivo è stato chiedersi quale prodotto alternativo acquistare, che fosse ecologico, cruelty free e magari a minimo impatto (niente plastica e se proprio proprio si poteva chiedere anche alla spina) ed è qui che mi sono ritrovata nella selva oscura dantesca!

Nella lista cruelty free reperibile sul sito Consumo Consapevole ci sono queste marche, per ciascuna vi indico i risultati della ricerca relativa alle soluzioni per lavastoviglie
 
ALLEGRO NATURA (BioErmi, HappyClean)
solo in bottiglia di plastica
_contatti: www.allegronaturashop.it/
ALMA WIN
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
_contatti: www.almawin.co.uk
ARGITAL
non hanno soluzioni per lavastovi
 _contatti: www.argital.it
BRILLOR
Solo in bottiglia o tanica
_contatti: www.cascinameira.com/brillor.html
CIBE (Econatura) - rettifica, è uscita dallo standard diversi mesi fa
Solo in bottiglia o tanica
_contatti: www.cibelaboratori.it -
HEDERA NATUR (Almacabio, Equo, Eco)
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
OFFICINA NATURAE (Linea Aequa equo-solidale; Linea Officina Naturae)
Alla spina liquido per lavastoviglie
_contatti: www.officinanaturae.com
PIERPAOLI (Ekos, Ecosì, Fòlia)
_contatti: www.pierpaoli.com
in pastiglie, cf da 25 pezzi in scatola di cartone
SAN.ECO.VIT (Ecoblu, Ecor, Ecoland) Non ha rinnovato la certificazione Lav-Icea di recente, ma sembrea che abbiano attivato la procedura per l'autocertificazione.
Sul sito sanecovit non ho trovato detergenti casa ma sul sito Ecor si, sia in pastiglie, in polvere (in sacco di plastica), liquido (in bottiglia di plastica)
_contatti: www.sanecovit.com
TALYBE
Private label di Pierpaoli, disponibile in gel in bottiglia di plastica
_contatti: www.talybe.it
TEA NATURA
In polvere e liquido
_contatti: www.teanatura.com
VERDEVERO (Higen)
Hanno prodotti alla spina ma non per lavastoviglie
_contatti: www.verdevero.it




All'elenco potremmo aggiungere anche i Provenzali, che non ha comunque un prodotto specifico per lavastoviglie ma solo per i piatti a mano ed in bottiglia di plastica oppure Ecover, ottimo prodotto, reperibile a buon prezzo solo all'estero, in pastiglie in confezione da 25 o 70 pezzi, oppure si deve tentare la strada dei negozi in grande aumento "tutto sfuso", e qui va anche peggio. Tra quelli che conosco ci sono : la catena Millebolle, con tab sfuse prive di certificazione di sorta (eco, equo, bio, cruelty free); oppure i distributori che si trovano nei super mercati che sono spesso riforniti o dalla Solbat, che, almeno dal sito, non sembra avere alcuna certificazione di cui sopra, o dalla Pizzolotto che più o meno è idem come Solbat fatta eccezione per la certificazione Ecolabel UE visibile sul sito dell'ISPRA. Andiamo avanti con la Greenatural, che tratta prodotti sfusi tra cui le tabs per lavastoviglie, ha la certificazione ICEA (ma non quella per LAV che mi garantisca il cruelty free) ma non sulle tab che, a leggere dal sito hanno solo un bollino eco detergenza che ammetto di non sapere cosa sia! Finisco questa carrellata con l'emergente catena Negozio leggero, trattano tutto sfuso, ed hanno un discreto assortimento di detersivi e detergenti, ho provato a contattarli per chiedere info sui produttori e/o certificazioni e sono stati molto cortesi e tempestivi nel rispondermi purtroppo però non sono in grado di fornire alcun tipo di certificazione ne mi hanno dato indicazione circa i produttori dei loro articoli, di certo so che ho provato il detersivo liquido per i piatti, acquistato da loro e sull'etichetta c'era scritto Pizzolotto! Ovviamente in questo caso ho preso in esame solo il detersivo per lavastoviglie, perchè per quanto riguarda lavatrice o piatti a mano la situazione è decisamente migliore, alla spina, quindi a basso impatto, ecologici e cruelty free ci sono sicuramente più opportunità, oltre ai marchi sopra elencati, tra cui uno molto presente è senz'altro Ecor, potete trovare anche la linea di Altromercato, come da recensione di Veganeco.
Per la consultazione di tutte le liste (italiane ed estere) fate riferimento alla pagina FB di Veganeco oltre alle liste trovate aggiornamenti continui e test sui prodotti: https://www.facebook.com/pages/Veganeco/520192941355863

05 giugno 2013

Giornata mondiale dell'Ambiente!!

Mi stavo quasi ritirando a vita privata, quando ho letto l'ennesimo post su Facebook della redazione di GreenMe sull'alimentazione a base di insetti e quindi, pur contando fino a tre, non ce l'ho fatta ed ho preso mouse e tastiera, tanto più che oggi è la giornata mondiale dell'Ambiente!!

Avrete sicuramente già letto nei giorni scorsi un ritorno all'arrembaggio della FAO che tira nuovamente fuori dal cilindro la formula magica per la soluzione alla fame nel mondo: una dieta a base di insetti, no? Non lo avete letto? Ebbene, fior fior di stipendiati, con sedi nelle più illustri capitali mondiali, inclusa la nostra, che passano il tempo a pubblicare resoconti ed a lanciar progetti per lo più inutili avrebbero sentenziato che per risolvere la drammatica situazione in cui versano milioni di persone nei paesi del terzo mondo, basterebbe far preparar loro un succulento menù a base di larve, grilli e cavallette, ottimo non vi pare? E da qui la notiza è rimbalzata su tutti i network, ed ovviamente su GreenMe, certo un sito che si occupa di verde, dove scrivono famosi vegani è un pò il posto meno indicato nel quale leggere di insetti à la carte ma è vero che bisogna fare informazione per poi poterla criticare, comunque oggi pubblicano un'aggiornamento, siamo alle "Barrette energetiche a base di grilli" e questo mentre sulle pagine Ansa si parla della giornata mondiale dell'ambiente e si legge testualmente nel pezzo "Ogni anno nel mondo un terzo del cibo prodotto viene gettato durante uno dei passaggi dal produttore al consumatore". 

Dunque veniamo al sodo del mio sproloquio: ogni sera milioni di supermercati gettano nei rifiuti cibo deperito o in deperimento, questo perchè ancora non esiste una rete capillare tra domanda ed offerta o una legge che obblighi i negozianti a contattare una Caritas o il Banco Alimentare per rendere l'invenduto e sfamare centinai di senzatetto o di famiglie in condizioni economiche disagiate. Si, molti lo fanno volontariamente ma credetemi non tutti, se riesco ad alzarmi presto nei prossimi giorni vi posto le foto dei cassonetti sotto il mio ufficio dove puntualmente ogni giorni vengono lasciate cassette con abbondante quantità di ortaggi ancora utilizzabili.

La FAO, per dirne una, già criticata anni fa dal Presidente del Senegal per la sua quasi totale inutilità dovrebbe preoccuparsi di mettere in pratica il famoso detto: dai ad un uomo un pesce e mangerà un giorno, dagli una canna da pesca e mangerà per tutta la vita. Quanti progetti hanno realizzato per la costruzione di pozzi nelle aree depresse? In quanti paesi ha avviato una coltivazione di frutta e/o verdura biologica? A quante persone ha insegnato qualcosa su pesca sostenibile (ma possibile perchè sarebbe inutile andare in Ciad ad esempio per insegnare la pesca d'alto mare con il motoscafo!), allevamento, agricoltura o altro? E tutto questo senza farmi entrare nei dettagli dei costi di questa organizzazione che, se non ci fosse, ci si sfamerebbe ben più che il Corno d'Africa!!!

Infine, scrivono che queste fantastiche barrette sono a base di un'ingrediente sostenibile, e chi dice che far mangiare gli insetti alle persone di tutto il mondo, che non è proprio la normale catena alimentare naturale, sia sostenibile?

09 maggio 2013

E' tempo di orto in casa

Questo è un altro dei post immancabili, ogni anno si aggiorna e si arricchisce delle novità di settore, perchè sono in tantissimi ad aver deciso di dar via alla coltivazione domestica di piante aromatiche e/o piccoli e grandi ortaggi, un pò per necessità ma anche e soprattutto per la passione del fare. Quindi questa è la stagione giusta per visitare fiere e vivai e riempire il balcone o il terrazzo di piante, utilizzando le soluzioni classiche o lasciandosi ispirare....

Anzitutto, se è la vostra prima esperienza e non sapete da dove iniziare potete trovare consigli utili per dar vita al vostro orto su http://www.coltivareorto.it/

1) Orto in terrazzo

Si tratta di un contenitore, realizzato in materiale plastico, che tramite un serbatoio di 6 litri, l'argilla espansa ed una tappetino in TNT, permette la coltivazione in terrazzo di piante aromatiche e da orto, mantenendo l'ideale umidità del terreno e aiutandoci se non abbiamo prorpio il pollice verde. Il kit è venduto da VERDEMAX , si chiama "Orto in terrazzo" e costa 122,76€; potete acquistarlo on line visitando questo link:                                   



2)iXorto

Nasce da Legambiente iPerorto, non è solo un box che contiene il libro + un kit per portare l'orto in città ma è una vera e propria rete verde. Sul portale potete registare il vostro punto verde, partecipare, conoscere gli eventi, le news e far crescere il network degli iXorto, insomma una coltivazione 2.0 da fare anche e soprattutto in famiglia con i vostri figli


http://www.ixorto.com/

3) Orti da parole crociate: in orizzontale e in verticale

Costruirsi un orto verticale sempre con in consigli della rete, per farlo riciclando magari lattine del pomodoro oppure i guanti da cucina, oppure le damigiane in plastica da 5lt del vino comprato all'ultima sagra

4) Un'orto da App? Iscrivervi a Growth the planet http://store.growtheplanet.com/collections/

5) Un'orto minimal? Una novità da Ikea per coltivare verdure e spezie in cucina

Fate anche un salto in libreria, lo scaffale dedicato alle coltivazione è nutrito quanto quello dedicato ai milioni di cuochi in giro, scegliete anche qualcosa da condividere con i più piccoli, non è mai troppo presto per avvicinarli all'ambiente, qualcosa magari della collana ecologica dedicata ai bambini come "Nina e Nello - L'Orticello" .

25 gennaio 2013

Scarpe veg da Cammina Leggero

Questo Natale mi sono regalata un paio di scarpe (come sempre!) e per prendere due piccioni con una fava, ho voluto provare un nuovo marchio (almeno per me), così ho scelto un modello fra quelli disponibili sul sito Cammina Leggero, ovviamente parliano di prodotti animal free. Il modello scelto è la "ballerina V cacao grease",  di un colore che potevo sfruttare un pò con tutto.

I tempi di lavorazione e consegna sono stati di circa una settimana, la spedizione era gratuita ed il costo della scarpa di Euro 85,00. L'imballo altamente eco, tutto in carta, sia all'esterno che, ovviamente, la scatola all'interno. Nella confezione trovate una cartolina di Cammina Leggero, un piccolo depliant dei prodotti e la certificazione per la suola che è in Vibram! Ora veniamo a lei, la scarpa: la tomaia è resistente ma morbida, ma quello che mi ha fatto scegliere questo modello è il leggero rialzo al tacco, solitamente le ballerine sono tutte troppo basse, poco ortopediche insomma, a scapito della possibilità di un uso quotidiano e frequente. La calzata è normale e comoda e la forma è leggermente affusolata in punta. Molto carine sia sotto i pantaloni che con una bella calza coprente sotto una gonna!.
Dopo questa descrizione lasciamo parlare le immagini

L'imballo

Veduta d'insieme


Suola in Vibram
Particolare del tacco

02 gennaio 2013

Spesa pubblica, Italia al primo posto per i costi dell'illuminazione

Siamo solo al secondo giorno del nuovo anno e già leggo il primo, impietoso, ritratto dell'ennesimo spreco all'italiana, si parla dei costi dell'illuminazione pubblica, l'articolo rimarca come si potrebbe risparmiare fino a 400 milioni l'anno con un ammodernamento della rete e dei sistemi di illuminazione, in un quadro nel quale i lampioni rappresentano il 90% dei costi sostenuti ogni anno dall'Italia, insomma un danno economico ed ambientale quello che emerge dai dati forniti dal Progetto Lumiere dell'Enea, che ha l’obiettivo di promuovere l’efficienza energetica nel settore dell’illuminazione pubblica ed in particolare favorire la riduzione dei consumi di energia elettrica degli impianti d’illuminazione dei Comuni.
Eppure la soluzione c'è ed è già stata praticata da alcuni comuni, come forse già saprete. Sicuramente un impegno finanziario iniziale non indifferente ma che permette nel lungo periodo grandi risparmi. Il Comune di Montechiarugolo lo ha già fatto, è passato al LED, con grande soddisfazione a giudicare dai riconoscimenti ottenuti, a far da apri pista in questo percorso c'è stato tempo fa c'è stato il Comune di Torraca ed ora basta cercare in rete per trovare notizie simili, come il Comune di Solza o il progetto votivA+, per una luce "eterna" a Led, ma si possono leggere anche delle annunciate bufale, come è successo nel mio paese, che ha "minacciato" l'innovazione della quale però ad oggi non v'è traccia visibile o a LED!! Ma buoni e cattivi a parte il LED, l'ammodernamento della rete e l'ottimizzazione di orari e potenza permette un rispario tangibile nelle casse comunali che evidentemente è direttamente responsabile di una minor pressione su noi cittadini. Perchè quindi non lanciare una petizione per richiedere ai nostri comuni di metter mano ai lampioni, anche i fidanzatini di Peynet sarebbero felici di abbracciarsi su una panchina caldamente illuminata a LED!

Buon Anno!







12 dicembre 2012

Salviamo il Natale!

Sono anni che lo dico, ma per chi si fosse sintonizzato solo ora, io sto al Natale come il Grinch ad una giornata di festa! E' così da quando la festa è diventata una corsa all'ultimo inutile acquisto, al lavoro anche nei giorni di festa, alle tavolate straripanti di cibo, come fosse l'ultimo pasto della nostra vita, insomma da quando non è più davvero Natale. Però non manco mai di dare buoni consigli, come nella canzone di De Andrè (si sa che la gente da buoni consigli se non può dare cattivo esempio)!
Lo scorso anno mi ero dedicata ai regali "all in a jar", che restano sempre i miei preferiti, anche quest'anno lo riproporrei, inserendo qualche cremina o unguento home made, però voglio cambiare. Come azienda abbiamo sostenuto i progetti di "La macchina dei sogni Onlus" mentre io personalmente al posto dei regali farò una donazione all"ASSOCIAZIONE PER I BAMBINI DEI LEBBROSI DI CALCUTTA PER LA FONDAZIONE DOMlNIQUE LAPIERRE ONLUS", sarà perchè una parte del mio cuore è rimasta in India.
Per tutti voi invece traduco un piccolo decalogo per le feste che sia, spero, di aiuto per rendere questo un vero e profondo Natale. Il testo è liberamente tratto dal sito "Newdream.org", che chiede a ciascuno di noi di impegnarsi in almeno cinque pegni:

- Dona il dono del tempo, create la vostra personale carta regalo per qualcosa che sapete o potete fare (babysitting, dogsitting, preparare un pranzo o una cena o organizzare un uscita)
- Donate qualcosa di fatto da voi
- Offritevi come insegnante per qualcosa in cui siete bravi (ricamare, sferruzzare, fotografare, lezioni di computer, lingue straniere, lezioni di musica e cosi via)
- Basta regali hitech ai bambini, evviva i giochi di società, di ingengo, i puzzle, un libro, i lego e tutti quei giochi che pensate oggi siano dimenticati

- Non comprate le letterine per Babbo Natale già pronte (che orrore!), vi ricordate che le facevamo su un foglio di quaderno, con i disegnini fatti da noi? Bene fatelo ancora
- Se avete il rito degli auguri per posta, modernizzatevi e mandateli via mail (le foreste ringraziano con l'inchino)
- comprate cose usate, tutto può avere una seconda vita, non avete che da scegliere, da Amazon a eBay, da Freecycle, Reecycle ai mercati dell'usato e delle pulci
- se avete il fondoschiena quadrato a forza di lavoro sedentario e anni di pranzi natalizi di ore appollaiati sulla sedia, beh potete sempre scegliere quest'anno di andare a far servizio alla Caritas, alla comunità di S. Egidio, per strada a portare panettone, spumante ed un plaid ai senzatetto o a chi in quel giorno deve lavorare
- se proprio dovete rimpilzare casa e balcone di addobbi, vi prego, che siano naturali!
- vi avanzano dei fumetti o gli elenchi del telefono? Usateli per impacchettare i regali
- ovviamente se restate in casa i pasti che siano rigorosamente freschi, con cibo di stagione, locale, magari il più bio/equo possibile
Su, su, ce la potete fare, non è così difficile, parola di Grinch!


26 novembre 2012

Produttori per un giorno!

Era il lontano marzo di quest'anno quando lessi (notare la padronanza dei tempi) su GreenMe un'articolo che parlava di Produzioni dal Basso, un sito che si occupa di "organizzare e trovare finanziamenti per qualsiasi forma di autoproduzione, senza filtri e senza nessuna intermediazione", una forma di Crowd funding, un pò per capirci com'è successo per la campagna di Acqua Bene Comune. Era possibile acquistare una o più quote del valore di 25,00euro ciascuna per finanziare un progetto, nello specifico si trattava di un docufilm dal titolo "Meno 100 chili, ricette per la dieta della nostra pattumiera", l'idea mi è piaciuto e cosi, dopo solo sette mesi ho ricevuto l'invito a partecipare alla proiezione in anteprima a porte chiuse di questo documentario a Roma. 

Il risultato posso garantirvi è molto interessante ed il documentario, tratto dall'omonimo libro di Roberto Cavallo, Presidente della Cooperativa Erica è interpretato dallo stesso Roberto Cavallo con il Senatore Andrea Fluttero, una coppia che si contrappone proprio per avere e sentire le due opinioni sul tema, il contradditorio immediato.Il documentario è accompagnato da lettori molto consociuti ed in qualche modo collegati all'ambiente o all'ecologia, Luca Mercalli, Mario Tozzi, Cristina Gabetti, Oliviero Corbetta, Giuseppe Cederna e con musiche di Filippo Cosentino e Gian Maria Testa

Dopo il tour delle anteprime, il dvd approderà, speriamo, nelle scuole, perchè, come abbiamo sempre sostenuto, bisogna instillare le buone pratiche ai piccoli affinchè contagino i grandi. Poi il passaggio sarà alle sale ed infine in vendita per tutti. Lo so dovrete aspettare un pò per vederlo ma nel frattempo vi lancio un pò di spunti di conversazione fino all'uscita nelle sale o del dvd in vendita.

Sono sempre più convinta che moltissime persone non sanno ancora come va fatta correttamente la raccolta differenziata, non si sa districare tra i vari di plastica, tra quella pulita e sporca o dove conferire il cartone sporco della pizza! Vi capita quanto a me di vedere le campane subissate di oggetti non riciclabili?

Gli economisti continuano a guardare come ad un mostro la diminuzione dei consumi di packaging come se dovesse portare alla fine del mondo economico mondiale, sapreste dimostrare che meno non è peggio?

Diamo un'occhio alla possibilità, esempi come quello della città di Capannori sono replicabili su scala nazionale o a livello industriale?

Si può metter daccordo ecologisti ed economisti insegnando loro che il rifiuto correttamente riciclato diventa una risorsa economica, ovvero dal rifiuto al soldo?

Nel vostro comune la raccolta differenziata viene portata in discarica e riunita nuovamente o viene smaltita correttamente?

Attendo tante risposte




 

25 ottobre 2012

TerraCycle, le buone idee crescono quasi sempre altrove! Aggiornato

Era il lontano 2010 quando sulle pagine dei siti specializzati in notizie verdi si scriveva dell'arrivo di TerraCycle in Italia, andai subito a visitare il sito per capire di cosa si trattasse e trovai che l'idea era semplice ma efficace. Come già succede per alcune categorie di rifiuto, tipo l'alluminio o il ferro, si catalogavano alcune tipologie (poche all'epoca) di packaging (incarti di caramelle e simili) che si potevano spedire presso centri di raccolta in cambio di soldi, gli stessi venivano trasformati in oggetti da vendere sul sito stesso. L'identificazione come risorsa economica e non come semplice rifiuto faceva si che si fosse più invogliati alla raccolta differenziata che non al conferimento indifferenziato (un pò come succede per il sistemino del carrello al supermercato, siamo tutti bravissimi a riporlo per riprenderci il soldino), peccato che già all'epoca la nostra nazione non era tra quelle elencati, così li contattai chiedendo se e quando questo annunciato arrivo si sarebbe materializzato e questa fu la risposta (del 15/02/2011). 


"We still start collecting in Italy later this year. Keep a watchful eye, we look forward to launch over there!"

Purtroppo dall'epoca nulla è cambiato, ovvero, la TerraCycle si è fortemente evoluta, ha ampliato largamente la tipologia di rifiuti rendibili e raccolto una cifra considerevole per opere di beneficienza con quasi 32.000.000 di rottamatori tra tutte le nazioni in cui è presente, ma non è ancora arrivato da noi, avrebbero dovuto aprire a fine del 2011, poi la data è slittata al 2012, ora secondo le ultime notizie che trovo in rete tutto è slittato al 2013, mentre in Europa sono diventati 14 i paesi già attivi, e la domanda è perchè? Come mai ancora nulla in Italia? Sarà perchè siamo all'80% patologicamente avversi alla raccolta differenziata, perchè da noi i rifiuti sono forse un business che deve esser gestito sempre dalle stesse aziende che non hanno il primario obiettivo di rendere il nostro un pianeta più pulito? La burocrazia impedisce l'impianto di idee ed imprese positive? Le opzioni che mi vengono in mente sono molte e, passatemelo, tutte negative, Comunque nella speranzosa attesa che qualcosa cambi, godetevi il sito TerraCycle ed i prodotti in vendita

Ho contattato la TerraCycle per avere aggiornamenti e purtroppo non stanno arrivando in Italia


 
 

23 ottobre 2012

Taste Testers - Nuova campagna Friends of Glass

Il post di oggi è legato alla mia missione come Glass Ambassador e quindi vi pubblico la nuova campagna Friends of Glass, giocate, preparate creme, salse e marmellate e fatele assaggiare ai vostri bambini è un'esperimento divertente, poi leggete e divulgate, il vetro fa bene alla salute ed allo spirito!

Meet our Little Taste Testers from all over Europe!

Today, we are launching a new campaign on our Facebook page:
The Little Taste Testers! http://bit.ly/LittleTasteTester


 

If you drink or eat food, you can trust blindly on glass packaging. We turned that idea into a game, and asked the help of some little friends…
The Little Taste Testers are a group of kids from across Europe who we filmed tasting a selection of food and drinks packaged in glass. The kids had to identify the taste – even though they were blindfolded! After all, you can trust glass to keep your food and drink fresh – even with your eyes shut!


The Facebook game consists of having a bit of fun with your friends and family by playing the videos and guessing the food and drinks these blindfolded children are tasting.
You can play along too and win a basket of delicious products packed in glass if you can identify the taste before the kids do. The quicker you identify the taste, the more points you will score. Are you smarter than the kids? Can you score more points than your family and friends?


Our Little Taste Testers page is more than just a competition though!
You can also find tips & tricks to get your children eating and drinking healthy foods packaged in glass jars and bottles. For example, did you know that adults like to see three different colours on their plate, but kids like to see six! There are recipes and ideas which will save you time and inspire your family to try new and healthy tastes.

And while you’re at it, why not test your kids to find out what they really like? We’re curious to see how your kids will react when you have him/her taste something new!


The Little Tasters game is a new step in the European Friends of Glass campaign to give consumers the right to choose glass as their preferred packaging for their food and drinks for five good reasons. Glass is also the best material to preserve the taste, quality and nutritional value of food and drinks. It acts as a single layered natural shell which preserves both the flavour and vitamins of your preferred products. Glass keeps your favourite products pure and untainted for longer.
Go ahead and see what fun our Little Taste Testers have, describing what they are tasting!

 

Friends of Glass is a European-wide forum that champions the right of consumers to be able to choose food and drink products in glass packaging.

Friends of Glass was established in response to a pan-European consumer survey commissioned by FEVE, the EU container glass association, which found that 74% of Europeans prefer glass packaging for food and drink products. Friends of Glass unites all those who believe glass is the clear choice for themselves, their families and for the environment.
Because you can trust glass to keep your food and drink fresh – even with your eyes shut!

MORE INFORMATION: Press release - http://www.feve.org/images/stories/pdf2012/ltt-feve-press-release-final%20.pdf

10 ottobre 2012

Campagna CO2 Neutral

Ogni nota musicale che scarichi, ogni fotografia che salvi e tutti i post che scrivi raccontano di te, accendono i ricordi, diffondono informazioni, esprimono sentimenti....
E occupano spazio, inquinano, contribuiscono a surriscaldare il pianeta!
E' difficile da immaginare ma le attività on line hanno conseguenze per nulla virtuali, non solo perché i pc sono fatti di componenti elettrici difficili da smaltire e si alimentano dalla presa di corrente domestica. Il problema maggiore infatti è rappresentato dai data center, enormi dispositivi che immagazzinano dati e spesso vengono alimentati a carbone, producendo CO2 in grande quantità. Greenpeace ha recentemente calcolato che nel 2020 Internet consumerà più energia di Francia, Germania, Canada e Brasile messi assieme ed ha perciò intitolato il suo ultimo rapporto: “Quanto sono sporchi i tuoi dati”.
Per dare un'idea, una mail produce dai 4 ai 19 grammi di Co2 e la gestione di un blog arriva a rilasciarne nell'atmosfera 3,6 kg in media all'anno, cifra destinata a salire in proporzione al numero dei visitatori...
Cosa possiamo farci? Possiamo chiedere alle grandi aziende del web, così potenti ed innovative, di avere comportamenti responsabili e diventare CO2UNFRIEND, per esempio investendo sulle energie rinnovabili e su strategie sostenibili nella gestione dei loro data center. Ad esempio, Google ha recentemente rinunciato a sistemi di condizionameno tradizionali per la sua server farm di St. Ghislain (Belgio), preferendo immissioni d'aria dall'esterno e sfruttando l'aria calda prodotta dai macchinari per riscaldare gli uffici e le case in prossimità.
Cosa possiamo farci, ancora? Seguire individualmente semplici regole ecologiche come preferire gli web hosting sostenibili, non lasciare i nostri pc in standby per ore ed ore, acquistare alimentatori a risparmio energetico, evitare di stampare i file e soprattutto usare il web come strumento di informazione per aumentare la nostra consapevolezza sulle problematiche ambientali.
Ho fatto così anche io ed ho aderito alla campagna CO2Neutral, promossa dall'azienda eco-friendly DoveConviene.it per sfogliare:
Volantino saturn -> http://www.doveconviene.it/volantino/saturn
Volantino casa -> http://www.doveconviene.it/volantino/casa
Volantino mercatone uno -> http://www.doveconviene.it/volantino/mercatone-uno
Oltre alle attenzioni quotidiane contro gli sprechi, infatti, possiamo tutti compensare la CO2 prodotta dalle attività on line in una maniera semplice ed efficace: piantando un albero.
Un albero assorbe in media, secondo un calcolo prudente, 5 kg di Co2 all'anno, trasformandola in ossigeno. L'albero piantato per me da DoveConviene può vivere fino a 50 anni e compensare il mio blog per.... mezzo secolo!
Inoltre, grazie alla partnership con Iplantatree, DoveConviene mi assicura che l'albero sia piantato nel rispetto della biodiversità, in luoghi adatti (rimboschimento dopo eventi climatici gravi o dopo interventi umani scorretti) e con garanzie di trasparenza.
Posso anche vedere le foto dell'area che ho contribuito a riforestare!
Infine, DoveConviene.it è a sua volta un mezzo per la mia responsabilizzazione ambientale: l'azienda ripropone on-line i volantini pubblicitari che normalmente riempiono le nostre buchette postali e permette di consultare cataloghi e offerte con un click sul pc, sul tablet, sul telefonino indicando i negozi più vicini a casa mia, risparmiando carta e carburante.
Ad esempio, per acquistare un bell’ alimentatore a risparmio energetico al miglior prezzo, potrò consultare il Volantino Elettronica e per brindare alle mie azioni ecofriendly, troverò un Comet, Eurospin, Eldo, o simili in prossimità dove scegliere fra le promozioni della settimana.
Direi che iniziative come questa meritano di essere diffuse!
Se vuoi informarti e aderire visita CO2NEUTRAL e diventa anche tu CO2neutral.

11 maggio 2012

Di nuovo su: compostaggio domestico

Ne parlai tanto tempo fa e mi sembrava il caso di fare un'aggiornamento, un pò perchè è il periodo di nuove piantagioni e balconi fioriti e un pò perchè sicuramente c'è chi si affaccia all'utilizzo del compost per la prima volta.
Negli ultimi due anni ce ne sono state di novità siamo passati dalla mitologica Braun Evi che non è mai arrivata nei nostri negozi alla mitica compostiera home made di Kia che invece ha spopolato (grande Kia) in rete e dal vivo, non ultimo il suo intervento a Fà la cosa giusta, poi ci sono le novità hi-tech, che speriamo di vedere presto e gli oggetti tecnologici già da un pò sul mercato, come il NatureMill  o quella più semplice ed economica del tipo a secchiello come questa a supporto non poteva mancare una lista di libri sull'argomento. 

Qualunque sia l'oggetto che si scelga di utilizzare, questa è comunque la soluzione migliore, e non solo a livello domestico, molte sono le amministrazioni che, dal nord al sud, finalmente ne hanno capito l'importanza come il Comune di Villa San Giovanni in Tuscia che con il sistema porta a porta, ha consentito di portare rapidamente la percentuale di raccolta dal 7,5 per cento a circa il 60 per cento.
Tale risultato migliorerà ulteriormente grazie al recente avvio della prima compostiera meccanica comunitaria, di origine svedese, installata in Italia, che consentirà di recuperare sul posto anche la frazione organica dei rifuti solidi urbani, con grossi benefici sia ambientali che economici. 

Mentre ad Andora lo sconto del 10% sulla Tassa Rifiuti Solidi Urbani verrà applicato a chi effettuerà il compostaggio domestico. L’Assessorato all’Ambiente del comune, nell’ambito della politica regionale e provinciale finalizzata alla riduzione dei rifiuti urbani, promuove l’utilizzo delle compostiere che già dai prossimi giorni potranno essere date in comodato gratuito ai richiedenti.(la notizia integrale)
Ed anche a Napoli, nel conosciutissimo quartiere di Scampia
Il compostaggio condominiale in provincia di Ferrara


Alla fine non si tratta nè di una magia nè di un processo da laboratorio, è la semplice e naturale trasformazione dei nostri residui organici in buon terriccio di ottima qualità ed a costo zero. Ma non tutto si può trasformare, ad esempio il Comune di Arco (TN), pubblica un piccolo elenco sul suo sito

09 maggio 2012

Detersivi

Allora traiamo spunto da una pseudo recente battuta nella partita dei fosfati, la notizia arrivava dalla UE e ristabiliva nuovamente i limiti di fosfati (che sinteticamente qualcuno dice vengano utilizzati essenzialmente nei detergenti per assicurare un lavaggio efficace in acqua di elevata durezza), la notizia la trovate qui , era un'Ansa del 10 febbraio mentre qui trovate un riassunto, a mio avviso ben fatto e dettagliato, delle puntate precedenti. Ora a prescindere da questo andirivieni di regole emesse ed abrogate, sta di fatto che una volta tanto pare che nel nostro paese i detersivi rispettino già determinati dettami ambientali, certo non si potrà dire lo stesso forse dei detersivi di marca straniera venduta in Italia e quindi come sempre la strada certa è quella di autoprodurseli in casa. La rete pullula di ricette e video (anche alcuni carini dell'associazione uomini casalinghi) e le librerie sono fornitissime di titoli che ci possono aiutare, anzi credo che i temi ecologici siano ben piazzati vicino a quelli di "tutti fanno ormai il cuoco dalla tv a casa tua senza essere stati invitati". Quindi per questo post prenderemo spunto da due libri per la soluzione autoproduzione e poi daremo le altre opzioni:

La prima è tratto dalla Guida ai detersivi bioallegri è la ricetta per il detersivo per i piatti

Il secondo libro che vi propongo di acquistare è di Liliana Paoletti (Veggie o la regina del sapone) "Saponi e Detersivi Naturali", dal suo sito la ricetta per l'aceto da scarti di frutta da usare come ammorbidente

Pastiglie per lavastoviglie

Le alternative a queste (e tantissime altre) ricette per chi come me non ha tempo a disposizione da dedicare alla produzione casalinga è quella di orientarsi sul già pronto, privileggiando i detersivi alla spina che permettono di risparmiare sul costo del prodotto e di evitare inutili sprechi di flaconi di plastica o, come ultimissima spiaggia, si passa alla scelta di un detersivo ecologico non alla spina, detto francamente è proprio un'ultima spiaggia di quelle senza ombrelloni, asciugamani e mare sporchissimo ma se proprio non potete fare diversamente controllate sempre attentamente l'etichetta, informatevi sull'azienda produttrice ed aiutatevi con questo piccolo elenco di marche a costo abbordabile

Eco-Logici Coop
Winnie's (che trovate con private label èEco negli  hard discount Euro Spin)
Almalab
I Provenzali
Ecover (ma io lo acquisto all'estero perchè costa meno che non Italia)
Per chi abita in Trenito Alto Adige presso Interspar o nei punti vendita Schlecker in molte città del Nord Italia cercate i prodotti Frosch sono fantastici ecologici ed economici.

Infine (ma solo per ora) un blog di ricette d'oltre oceano, perchè l'amore per la natura non ha confini!


03 febbraio 2012

Il fungo mangiaplastica

Questa non me la potevo perdere:

Fonte Ansa - Scoperto fungo capace di mangiare solo plastica
Cresce in Amazzonia ed è in grado di mangiare il poliuretano


La soluzione all'inquinamento da plastica potrebbe essere fornita direttamente dalla natura: secondo uno studio pubblicato dalla rivista Applied and Environmental Microbiology un fungo che cresce in Amazzonia e' in grado di mangiare il poliuretano, uno dei materiali piu' resistenti inventati dall'uomo.

Il microrganismo Pestalotiopsis microspora e' stato scoperto da una spedizione degli studenti dell'universita' statunitense di Yale, che ne hanno isolato diverse decine di specie. Dopo aver isolato il miglior 'mangiatore' i ricercatori hanno dimostrato che e' in grado di sopravvivere con una dieta a base di sola plastica sia in ambiente aerobico che privo di ossigeno, e sono riusciti anche ad isolare l'enzima che il fungo usa per rompere i legami chimici piu' forti nel materiale, la serina idrolasi: ''Questo fungo - conclude l'articolo - e' una fonte molto promettente per il biorisanamento''.
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