Allora, intanto per riallacciarmi al precedente post, vi avviso, avevo inziato questo blog con l'intento di diventare a impatto zero ebbene, mi sono registrata al No Impact Project, proprio per proseguire nel mio disegno iniziale. Quindi a gennaio sarà il mio turno per la settimana No Impact, il resto della famiglia deve essere ancora avvisato ma presto saremo tutti on line con i video giornalieri dei nostri progressi (o regressi)!! Nel frattempo, dopo aver sostituito il frigorifero che ci aveva servito per ben 18 anni (ah, care vecchie generazioni), anche la lavastoviglie, di soli 3 anni di vita, è andata a farsi (a voi la scelta del termine più adatto), quindi al momento sono tornata al caro vecchio estinto sistema della vaschetta. Vi chiederete i due argomenti cosa hanno in comune (No impact projet e l'essere abbandonati da un'elettrodomestico) ebbene ecco la risposta, mentre mi preparo ad affrontare la mia settimana ad impatto zero, che dovrebbe definitivamente cambiare le cattive abitudine di tutta la famiglia, studio i manuali messi a disposizione dal progetto e trovo un link interessante ad un video molto carino, The Story of Stuff, che sono riuscita a trovare sul tubo in italiano: La Storia delle Cose, io ve lo consiglio. In questo video si parla di obsolescenza programmata e quì mi è venuta in mente la mia lavastoviglie, così cerco in rete notizie sull'obsolescenza programmata e trovo questo brevissimo ma azzeccato (non me ne voglia Di Pietro) video:
Visualizzazione post con etichetta elettrico. Mostra tutti i post
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07 novembre 2010
Addio lavastoviglie....
Allora, intanto per riallacciarmi al precedente post, vi avviso, avevo inziato questo blog con l'intento di diventare a impatto zero ebbene, mi sono registrata al No Impact Project, proprio per proseguire nel mio disegno iniziale. Quindi a gennaio sarà il mio turno per la settimana No Impact, il resto della famiglia deve essere ancora avvisato ma presto saremo tutti on line con i video giornalieri dei nostri progressi (o regressi)!! Nel frattempo, dopo aver sostituito il frigorifero che ci aveva servito per ben 18 anni (ah, care vecchie generazioni), anche la lavastoviglie, di soli 3 anni di vita, è andata a farsi (a voi la scelta del termine più adatto), quindi al momento sono tornata al caro vecchio estinto sistema della vaschetta. Vi chiederete i due argomenti cosa hanno in comune (No impact projet e l'essere abbandonati da un'elettrodomestico) ebbene ecco la risposta, mentre mi preparo ad affrontare la mia settimana ad impatto zero, che dovrebbe definitivamente cambiare le cattive abitudine di tutta la famiglia, studio i manuali messi a disposizione dal progetto e trovo un link interessante ad un video molto carino, The Story of Stuff, che sono riuscita a trovare sul tubo in italiano: La Storia delle Cose, io ve lo consiglio. In questo video si parla di obsolescenza programmata e quì mi è venuta in mente la mia lavastoviglie, così cerco in rete notizie sull'obsolescenza programmata e trovo questo brevissimo ma azzeccato (non me ne voglia Di Pietro) video:20 aprile 2010
Eco-Mobilità o immobilità?
E alla fine arriveremo anche noi, potrebbe essere il sottotitolo di questo post.
Si parla di mobilità a zero emissioni e ricordo molto bene che intorno al 1995 la Fiat aveva lanciato dei progetti pilota con una Panda elettrica, se non erro era stata data ad alcune amministrazioni pubbliche ed acquistata da qualche fortunato cittadino per la prova, poi non se ne è saputo più nulla, nel frattempo tutte, e dico tutte le case automobilistiche sono più o meno pronte a sparare sul mercato tra la fine dell'anno e l'inizio del 2011 la loro "automobilina" elettrica. La Peugeot Ion, le Renault Fluence e Kangoo e la lista non è lunghissima ma certamente non finisce qui, ebbene: ma la Fiat? Dov'è la casa italiana che potrebbe, magari proprio grazie all'elettrico, evitare di chiudere stabilimenti (perchè troppo occupata in acquisizioni oltreoceano)? Alla mia domanda potrebbe forse rispondere un trafiletto molto carino su Yoga Journal di Aprile, dove sotto questa simpatica foto leggo:
il parente più prossimo della Fiat, la Piaggio, ha riesumato un "mito" senza tempo come l'Ape Calessino, creandone una versione Electric Lithium in edizione limitata (per fortuna). Anche se l'articolo di giornale è di aprile l'annuncio, e suppongo l'uscita, ufficiale risale a luglio del 2009, comunque direi che siamo sulla buona strada, con un'autonomia di 75km e ricarica in quattro ore, mi sembra davvero un buon inizio!! Ovviamente so che non è destinata al trasporto cittadino e che i fortunati acquirenti potrebbero essere abitanti dei posti dove storicamente il Calessino ha avuto più successo, come le isole di Ischia e Capri, ma allora la domanda continua a rimanere senza risposta: le sappiamo fare anche noi le auto elettriche o rimaniamo immobili a guardare il sorpasso??
Si parla di mobilità a zero emissioni e ricordo molto bene che intorno al 1995 la Fiat aveva lanciato dei progetti pilota con una Panda elettrica, se non erro era stata data ad alcune amministrazioni pubbliche ed acquistata da qualche fortunato cittadino per la prova, poi non se ne è saputo più nulla, nel frattempo tutte, e dico tutte le case automobilistiche sono più o meno pronte a sparare sul mercato tra la fine dell'anno e l'inizio del 2011 la loro "automobilina" elettrica. La Peugeot Ion, le Renault Fluence e Kangoo e la lista non è lunghissima ma certamente non finisce qui, ebbene: ma la Fiat? Dov'è la casa italiana che potrebbe, magari proprio grazie all'elettrico, evitare di chiudere stabilimenti (perchè troppo occupata in acquisizioni oltreoceano)? Alla mia domanda potrebbe forse rispondere un trafiletto molto carino su Yoga Journal di Aprile, dove sotto questa simpatica foto leggo:
il parente più prossimo della Fiat, la Piaggio, ha riesumato un "mito" senza tempo come l'Ape Calessino, creandone una versione Electric Lithium in edizione limitata (per fortuna). Anche se l'articolo di giornale è di aprile l'annuncio, e suppongo l'uscita, ufficiale risale a luglio del 2009, comunque direi che siamo sulla buona strada, con un'autonomia di 75km e ricarica in quattro ore, mi sembra davvero un buon inizio!! Ovviamente so che non è destinata al trasporto cittadino e che i fortunati acquirenti potrebbero essere abitanti dei posti dove storicamente il Calessino ha avuto più successo, come le isole di Ischia e Capri, ma allora la domanda continua a rimanere senza risposta: le sappiamo fare anche noi le auto elettriche o rimaniamo immobili a guardare il sorpasso??
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